
«Buon viaggio testimone credibile del Vangelo. Tu e don Tonino aiutateci ad essere Chiesa del grembiule. Grazie del tuo insegnamento». Con queste parole semplici e profonde, don Stefano Giaquinto affida alla preghiera della Chiesa il ricordo di monsignor Raffaele Nogaro, vescovo emerito di Caserta, tornato alla Casa del Padre.
Monsignor Nogaro è stato un pastore autentico, capace di incarnare il Vangelo nella storia concreta del suo popolo. Durante il suo episcopato a Caserta ha scelto senza esitazioni la strada della prossimità, della denuncia profetica e del servizio umile, ponendosi accanto agli ultimi, ai poveri, a quanti vivevano situazioni di ingiustizia e di oppressione.
Come don Tonino Bello, a cui idealmente viene accostato, ha creduto e testimoniato una “Chiesa del grembiule”: una Chiesa che non cerca privilegi, ma si china, serve, lava i piedi, assume su di sé le ferite del territorio. Una Chiesa che parla con franchezza, senza compromessi, e che non arretra di fronte alle difficoltà quando sono in gioco la dignità della persona, la legalità e la pace.
La sua voce è stata per anni una coscienza vigile per la comunità casertana e per l’intero Mezzogiorno. Il suo insegnamento resta un’eredità preziosa per sacerdoti, laici e istituzioni: vivere il Vangelo con credibilità, mettendo insieme fede e responsabilità civile.
Nel saluto riconoscente di don Stefano Giaquinto si raccoglie oggi il sentimento di una Chiesa che ringrazia il Signore per il dono di un pastore vero. Il suo esempio continua a indicare la strada a chi desidera una Chiesa povera, libera e profondamente evangelica.