Oggi si celebra il Giorno del Ricordo, una ricorrenza solenne istituita per conservare la memoria delle vittime delle foibee dell’esodo giuliano-dalmata, una delle pagine più dolorose e a lungo dimenticate della storia italiana del Novecento.
Negli anni Quaranta del secolo scorso, oltre 350 mila italiani furono costretti ad abbandonare le proprie case, le proprie terre e le proprie radici in un clima di violenza, intimidazione e persecuzione. Intere famiglie furono strappate alla loro quotidianità, segnate per sempre da una tragedia che molti storici definiscono senza esitazioni una crudele e pesantissima pulizia etnica.
Le foibe, simbolo di quelle atrocità, rappresentano ancora oggi una ferita aperta nella coscienza collettiva del Paese. Per troppo tempo questa tragedia è rimasta ai margini della memoria nazionale, avvolta dal silenzio e dall’indifferenza. Proprio per questo, il Giorno del Ricordo assume un valore profondo: non solo commemorare le vittime innocenti, ma riaffermare l’importanza della verità storica e del rispetto per il dolore di chi ha sofferto.
Ricordare significa anche educare le nuove generazioni alla consapevolezza, affinché simili tragedie non abbiano mai più a ripetersi. La memoria non è solo uno sguardo al passato, ma uno strumento fondamentale per costruire un futuro fondato sulla pace, sulla convivenza e sul rifiuto di ogni forma di odio e violenza.
In questo contesto di riflessione e raccoglimento, nel video disponibile al link diffuso in queste ore, risuona una intensa e toccante poesia dedicata alle foibe, magistralmente recitata dal grande Massimo Santoro. Un contributo artistico di forte impatto emotivo, capace di dare voce al dolore, alla sofferenza e alla dignità di chi non ha mai smesso di chiedere memoria e giustizia.
Oggi, nel Giorno del Ricordo, l’invito è a fermarsi, riflettere e non dimenticare. Perché solo attraverso una memoria salda e condivisa è possibile evitare che le tragedie del passato tornino a segnare il nostro presente e il nostro futuro.