
Si concluderà lunedì a Caserta – con l’evento “SìVota” alle 18.30 presso la sala convegni di Confindustria – il ciclo di appuntamenti promossi dal Comitato per il Sì al referendum costituzionale sulla separazione delle carriere nella magistratura, SìSepara, promosso dalla Fondazione Luigi Einaudi.
L’incontro sarà l’ultimo appuntamento pubblico della Fondazione, prima del voto per l’approfondimento sui contenuti della riforma che propone di introdurre in Costituzione la distinzione tra magistrati giudicanti e magistrati requirenti. L’obiettivo è delineare due percorsi professionali separati che si incontrano esclusivamente nel processo, rafforzando il principio di imparzialità del giudice e garantendo al tempo stesso l’autonomia e la forza dell’azione del pubblico ministero.
La proposta di riforma punta a rafforzare la fiducia dei cittadini nel sistema giudiziario attraverso una maggiore chiarezza dei ruoli e delle responsabilità.
IL CONFRONTO PUBBLICO
L’evento vedrà la partecipazione di esponenti del mondo giuridico e istituzionale impegnati nel dibattito sulla riforma della giustizia. Dopo i saluti di Ugo De Flaviis, responsabile regionale della Fondazione Luigi Einaudi, l’incontro sarà introdotto e moderato dal giornalistaAntonello Velardi.
Interverranno gli avvocati Amedeo Barletta, Michele di Fraia e Gennaro Iannotti, che offriranno punti di vista e riflessioni sui contenuti della riforma e sulle sue possibili ricadute sull’equilibrio del sistema giudiziario italiano.
Il confronto sarà l’occasione per analizzare i principi e le finalità della riforma costituzionale, con particolare attenzione al tema della terzietà del giudice e alla distinzione delle funzioni tra chi accusa e chi giudica.
IL COMITATO PER IL SÌ
SìSepara nasce su iniziativa della Fondazione Luigi Einaudi, centro di ricerca fondato nel 1962 per promuovere la cultura liberale e il dibattito sulle istituzioni democratiche. Nel solco di questa tradizione, la Fondazione ha promosso il comitato per sostenere il referendum costituzionale sulla separazione delle carriere nella magistratura ordinaria.
La riforma proposta mira a introdurre in Costituzione una distinzione netta tra magistratura giudicante e magistratura requirente, delineando percorsi professionali separati che si incontrano esclusivamente nel processo. L’obiettivo è garantire un giudice realmente terzo e imparziale e, al tempo stesso, un pubblico ministero autonomo ed efficace nell’esercizio dell’azione penale.
In caso di approvazione della riforma, l’ordine giudiziario verrebbe organizzato attorno a due Consigli Superiori distinti, entrambi presieduti dal Presidente della Repubblica, mentre la funzione disciplinare sarebbe affidata a un’Alta Corte autonoma, con meccanismi che assicurano il doppio grado di giudizio. Si tratta di un intervento di razionalizzazione istituzionale pensato per rafforzare trasparenza, credibilità e coerenza del sistema giudiziario con i principi del giusto processo.
UN MOMENTO DI INFORMAZIONE E PARTECIPAZIONE CIVICA
«La separazione delle carriere tra magistratura giudicante e requirente rappresenta un passaggio fondamentale per rafforzare la credibilità e l’equilibrio del sistema giudiziario italiano – dichiara l’avvocato Gennaro Iannotti – e non si tratta di una battaglia contro qualcuno, ma di una riforma di civiltà giuridica che mira a garantire in modo più chiaro il principio della terzietà del giudice, cardine di ogni processo realmente equo».