
CASAGIOVE (CASERTA). In occasione della XXXI Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, gli alunni delle classi terze dell’Istituto Comprensivo Moro-Pascoli di Casagiove hanno vissuto un’esperienza che va ben oltre il tradizionale programma didattico. Ospite e testimone d’eccezione è stato Gennaro Del Prete, figlio di Federico Del Prete, il sindacalista coraggioso che pagò con la vita il suo “no” al racket e la scelta di non piegarsi.
L’incontro, introdotto dai saluti della Dirigente Scolastica, dottoressa Angela Maccauro, non è stato una semplice commemorazione, ma un vero passaggio di testimone emotivo e civile.
“Gennaro ci ha aperto il suo cuore,” ha dichiarato la Dirigente Maccauro, “raccontando la sua storia e lasciando un insegnamento che va oltre i libri di scuola e le lezioni in classe. L’incontro di oggi è servito a riempire di senso parole fondamentali come Legalità, Giustizia e Impegno. Grazie per le emozioni che ci ha regalato.”
Il cuore pulsante della mattinata è stata la lunga e toccante testimonianza di Gennaro Del Prete. Con una generosità rara, ha ripercorso la sua intera esistenza, partendo dalla sua infanzia e adolescenza, descrivendo un rapporto padre-figlio interrotto brutalmente dalla violenza criminale, portando i ragazzi dentro quei momenti tragici.

Gennaro ha ricordato nitidamente, con voce spezzata ma ferma, il giorno in cui tutto è cambiato: come ha appreso la terribile notizia della morte del padre, il dolore sordo e improvviso che ha travolto la sua vita e quella della sua famiglia. Con sincerità ha condiviso la battaglia interiore che ne è seguita, il buio di quegli anni.
Eppure, proprio da quell’abisso è nata la forza per rialzarsi. Gennaro ha spiegato agli studenti il suo percorso di trasformazione: con coraggio e determinazione ha deciso di trasformare il dolore in cambiamento, il vuoto in scelta, il buio in luce. Non una rassegnazione passiva, ma una ribellione costruttiva che lo ha portato a dedicare la sua vita a custodire e onorare la memoria del padre Federico. Il suo impegno quotidiano nelle scuole e nelle piazze è la prova vivente che le mafie non hanno l’ultima parola.
La mattinata è stata anche una vibrante esplosione di speranza creativa, grazie all’intervento degli stessi alunni. Attraverso musica, performance teatrali e danza, i ragazzi hanno ripercorso la vita di Federico Del Prete, non limitandosi a narrare i fatti, ma restituendo l’anima dell’uomo e del padre.
Con sensibilità e talento, hanno messo in scena le diverse tappe dell’esistenza di Federico: la sua dedizione al lavoro, il legame con la famiglia, la crescita della sua coscienza civile, la tragica fine e la sua eredità. La musica, la danza e il teatro hanno dato voce ai pensieri e alle parole di Federico e dei suoi cari, rendendo la sua storia tangibile e presente.
Questo “racconto vivo” degli studenti è stato molto più di una semplice performance scolastica: è stato un atto d’amore e di civiltà, un modo potente per dire che la memoria non è solo un dovere, ma anche una fonte di ispirazione e di impegno civile.
Il dialogo diretto tra Gennaro e i ragazzi è stato un momento di alta intensità.
“Negli occhi di questi ragazzi – ha concluso Gennaro Del Prete – ho visto emozione vera, nelle loro lacrime ho ritrovato la forza che a volte pensavo di aver perso. È per loro che bisogna continuare, sempre.”