“Il casalese di Dio”, a Casagiove il ricordo di Don Peppe Diana

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Una serata intensa, partecipata e ricca di spunti di riflessione quella vissuta presso la Parrocchia di San Michele Arcangelo a Casagiove, retta da don Stefano Giaquinto, in occasione della presentazione del libro “Il casalese di Dio. Don Peppe Diana. Storia, omicidio, verità”, scritto da Antonio Mattone.

Un appuntamento che ha superato i confini della semplice presentazione editoriale, trasformandosi in un importante momento di memoria, testimonianza e impegno civile. Al centro dell’incontro la figura di Don Peppe Diana, il sacerdote di Casal di Principe ucciso dalla camorra il 19 marzo 1994, divenuto nel tempo simbolo della scelta di schierarsi dalla parte della legalità e della propria comunità.

La sua storia, il suo coraggio e le sue parole continuano ancora oggi a interrogare le coscienze e a rappresentare una parte significativa della storia recente della provincia di Caserta. Una testimonianza che, soprattutto attraverso le nuove generazioni, necessita di essere conosciuta, custodita e tramandata.

A rendere particolarmente significativo il confronto sono stati gli interventi di don Luigi Ciotti, presidente di Libera, e di Gemma Tuccillo, magistrato della Corte di Cassazione, con la moderazione del giornalista Toni Mira. Un dialogo incentrato sulla memoria di Don Diana, sul valore della verità e sulla necessità di mantenere alta l’attenzione sui temi della legalità e della responsabilità individuale e collettiva.

Le conclusioni sono state affidate a monsignor Pietro Lagnese, arcivescovo di Capua e vescovo di Caserta, che ha ulteriormente arricchito una serata profondamente legata ai valori della giustizia, della dignità e del rispetto della persona.

Significativa anche la presenza delle massime autorità del territorio. All’incontro ha partecipato il primo cittadino di Casagiove Francesco Moscatiello, insieme al Prefetto di Caserta Lucia Volpe, al Questore Andrea Grassi, al Comandante Provinciale dei Carabinieri Federico Scarabello e al Comandante Provinciale della Guardia di Finanza Cosimo De Giorgi.

Una partecipazione istituzionale che ha sottolineato il valore di un appuntamento dedicato non soltanto al ricordo di una figura che ha segnato profondamente la storia della Terra di Lavoro, ma anche alla necessità di mantenere vivo un percorso quotidiano fondato sui principi della legalità.

Ricordare Don Peppe Diana, dunque, non significa soltanto guardare al passato. Significa interrogarsi sul presente e sulla responsabilità che ciascuno è chiamato ad assumersi nella costruzione di una società più giusta.

La sua storia continua a parlare al territorio e alle nuove generazioni. Sta a tutti noi ascoltarla, conservarne la memoria e trasformarne il significato in un impegno quotidiano.

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