L’appello di Gaudino: i cittadini esercitino il loro diritto al cambiamento

Chi resta alla finestra demanda ad altri la scelta del nuovo governo del paese

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«Orta di Atella ha bisogno di un sindaco che possa essere garante della necessità di cambiamento che ha la popolazione, libero da condizionamenti di sorta. Per raccogliere questa sfida, però, c’è bisogno che i cittadini tutti esercitino il loro diritto-dovere al voto scegliendo a chi affidare il governo del nostro paese». A lanciare l’appello è il candidato sindaco del centrosinistra Vincenzo Gaudino. «Mi rivolgo anche a quei cittadini che, al primo turno, hanno scelto altri progetti che vedono nella necessità di #DiscontinuitàeCompetenza il loro cardine – ha sottolineato – da parte loro, fermo restando la legittima convinzione di portare avanti il loro progetto politico anche dopo l’elezione del nuovo sindaco, sarebbe un errore restare alla finestra e demandare ad altri la responsabilità della scelta del nuovo governo di Orta di Atella. Gli assenti hanno sempre torto e, conoscendo la qualità, il rigore morale e il coraggio di queste persone non credo che loro vogliano rinunciare al diritto-dovere a determinare il cambiamento. Cambiamento, significa avere il coraggio di denunciare quello che non va, non di armare la macchina del fango che, pur di screditare l’avversario, mistifica vicende, ne inventa altre da zero, in un esercizio che lede solo la nostra comunità. Cambiamento, significa anche isolare chi si serve di questi strumenti che già hanno fatto male ad Orta di Atella. Cambiamento vuol dire instaurare dei rapporti stabili con gli enti sovracomunali, costruire una filiera istituzionale, sfruttare nell’interesse dei cittadini, il nostro ruolo di comune cerniera tra Napoli e Caserta. Per noi cambiamento è mantenere le promesse elettorali, presentare la squadra di governo in tempi rapidissimi, perché non ci sono equilibrismi da dover fare: siamo tutti dalla stessa parte, quella degli ortesi. Domenica si sceglie, innanzitutto il nuovo sindaco: in corsa c’è chi come me è svincolato da tutto e tutti e chi, invece, non può dire la stessa cosa».

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