"Decreto Dignità", il commento della Uil

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Benevento, 3 luglio 2018. – La Uil Avellino/Benevento rende noto che lunedì sera il governo Conte ha approvato il cosiddetto “decreto dignità”, un decreto legge che contiene una serie di interventi in particolare sul lavoro. «È la Waterloo del precariato», ha detto ai giornalisti il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio, riferendosi alla parte del decreto che rende più complicati e costosi i contratti a tempo determinato, quelli che spesso sono definiti “precari”. Secondo gli esperti il decreto contiene parti buone e parti meno buone, ma non è comunque riuscito a destare particolari entusiasmi, nemmeno da parte dei sindacati che rappresentano i lavoratori. I commentatori dei principali quotidiani ne criticano soprattutto la rapidità di approvazione e il fatto che sia avvenuta senza una vera e propria consultazione con sindacati e associazioni di imprese. Un decreto legge come quello approvato ieri dal Governo è uno strumento legislativo che serve a intervenire su un tema per ragioni di urgenza: entra immediatamente in vigore, ma deve essere confermato dal Parlamento, entro 60 giorni, anche apportando modifiche. Ci sono molti dubbi sul fatto che il decreto riuscirà nel suo obiettivo dichiarato: aumentare il numero di lavoratori a tempo indeterminato a scapito dei precari. Le novità principali del decreto riguardano i contratti a tempo determinato. Il decreto ne diminuisce la durata massima da 36 a 24 mesi e rimette l’obbligo di fornire la causale se il contratto a tempo supera i 12 mesi. Significa che per i contratti più lunghi il datore di lavoro dovrà giustificare l’assunzione di un lavoratore a tempo determinato, specificando per esempio se c’è stato un aumento imprevisto e temporaneo della produzione, oppure se ha la necessità di sostituire altri dipendenti assenti. Mentre la riduzione della durata massima del contratto a tempo determinato è apprezzata o per lo meno compresa da tutte le parti, la reintroduzione delle causali è molto controversa.

“La Uil – dichiara Fioravante Bosco (Uil Av/Bn)– darà un giudizio articolato quando avrà la possibilità di poter leggere il testo. Intanto, sulla base degli elementi disposizione, può affermare che il decreto dignità va nella direzione giusta, ma sono necessari alcuni aggiustamenti. Peraltro, la Uil ha fatto uno sciopero contro il Jobs Act; pertanto, tutto ciò che aiutasse a modificare quel provvedimento è da valutare con favore. In particolare, la regolamentazione in materia di delocalizzazione è in sintonia con le proposte avanzate dalla Uil. Così come ci trovano concordi le misure per il contrasto alla ludopatia. Per quel che riguarda, poi, la nuova disciplina dei contratti a termine ci sono modifiche apprezzabili, ma alcuni passaggi, come ad esempio la mancanza di una causale connessa alla proroga, non ci convincono e andrebbero modificati. Abbiamo, infine, delle perplessità, anche su quanto deciso in materia di lavoro in somministrazione. Sarebbe stato più opportuno affrontare in primis tutta la partita degli stage, dei tirocini, delle collaborazioni e delle finte partite Iva che hanno fortemente precarizzato il lavoro. Siamo comunque disponibili – conclude il sindacalista– al confronto per dare il nostro contributo al miglioramento del provvedimento, nell’interesse delle lavoratrici, dei lavoratori e dei giovani”.

Ufficio stampa Uil Benevento

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