Ultimo saluto a Luigi Longano, il decano degli arbitri della Federazione di Caserta

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SANTA MARIA CAPUA VETERE. La sua regola era: «Umiltà e sudore, sudore e umiltà». Serio, garbato e disponibile, era un riferimento prezioso, sia come dirigente che come commissario. «L’Associazione italiana arbitri di Caserta – dichiara il presidente Antonio Pietro Santangelo – piange uno dei suoi maestri: Si è spento, infatti, all’età di 87 anni, dopo un ricovero alla clinica Villa del Sole di Caserta l’arbitro, Luigi Longano di Santa Maria Capua Vetere, per anni storico dirigente dell’associazione. Longano è stato un esempio per tantissimi “fischietti” cresciuti in Terra di Lavoro». I funerali si svolgeranno nel Duomo di Santa Maria Capua Vetere il 25 ottobre, alle 11,45, dove sarà abbracciato per l’ultima volta dalla sorella Marcella, dai nipoti e dai tanti colleghi ed amici che con lui hanno condiviso un lungo percorso di amore per il calcio. Vicinanza al dolore della famiglia è stata espressa anche dall’Inter club di Santa Maria Capua Vetere, di cui Longano era socio. Ora, “Gigino”, come tutti lo chiamavano, è volato in cielo ad arbitrare partite più importanti.

LA CARRIERA

Arbitro benemerito, per decenni ha insegnato a tanti “fischietti” casertani e nazionali “l’essere arbitro”, dentro e fuori il campo. Per lui, nel gennaio del 1956, fu amore a prima vista: l’esordio a Capua, con Mimmo Limone come commissario, un “mostro sacro in quegli anni. Fu 3:3 e negli spogliatoi gli elogi dello “speciale”: la stoffa c’era! Ha diretto fino al 1967, poi è passato a fare l’osservatore arbitrale, attività che lo ha portato a raggiungere grandi traguardi nazionali (CAN A) e riconoscimenti di prestigio, come quello di migliore osservatore CAN C nella stagione sportiva 1986/87, premio nazionale “Presidente AIA/SA”. È stato consigliere sezionale dal 1969 al 1997 e vicepresidente sezionale dal 2008 al 2012. Dal 1990 al 1996 è stato anche componente del Comitato regionale. Nel 1975, si fece le ossa nel primo corso per dirigenti arbitrali a Coverciano, con maestri del calibro di Pasturenti, Righetti e Vigorita. Riposto il fischietto nella custodia, Longano restò poco, quasi niente, ai bordi del campo. Fu un derby di promozione nel napoletano a convincerlo, che si concluse con l’assedio dei tifosi. Rischiare conto terzi, come guardialinee, non gli andava giù. Tra i ricordi in bacheca, sette chilometri a piedi, erano gli anni dell’Austerity, per visionare ad Ariano Irpino un arbitro CAD. Arrivò, nonostante tutto, digiuno ma in perfetto orario. Questo era Luigi Longano.

IL COMMENTO

«Mi sono emozionato – ha commentato Carmine La Mura, presidente AIA Nocera Inferiore – quando ho appreso la notizia. Avere la Tessera da ben 61 anni era motivo di soddisfazione per lui e lo è per la sua sezione, ma anche orgoglio per l’intera AIA, ed in particolare per la Campania e per tutti i suoi Associati. Lo ricordo agli esami in Commissione quando diventai Arbitro, nel lontano 1992, oppure quando era mio organo tecnico al CRA Campania: sempre disponibile e soprattutto preparatissimo. Un dirigente scrupoloso ed attentissimo alla crescita degli arbitri».

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