Racconti e immagini in Piazza Bellini. Roberto Maggi “Suites di fine anno” alla libreria Evaluna

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NAPOLI. “Il principio ispiratore del mio modo di concepire la scrittura è il confronto con la propria interiorità, con le proprie sensazioni e le emozioni profonde”. Queste le parole di Roberto Maggi, autore del libro “Suites di fine anno”, edito nel 2019 dalla Florestano Edizioni. L’opera è una raccolta di racconti, che lo scrittore presenterà il 17 gennaio, alle ore 19, presso la libreria “Evaluna” in piazza Bellini a Napoli. Ad intervenire, lo scrittore e critico letterario François Nédel Atèrre e il Professore di Filosofia Raffaele Lucariello.

Nato negli anni ’60 a Roma, Roberto Maggi è biologo naturalistico, ma fin dall’adolescenza ha iniziato a scrivere, nutrendo un particolare interesse per la poesia. Nel 2014 pubblica con Aletti la raccolta poetica Schegge Liquide. “I mei versi – afferma Maggi – raccontano la storia di una vita, intraprendendo viaggi volti alla cattura di stati d’animo sottili e sfuggenti o fotografando momenti di natura meditativa: una finestra sempre aperta sull’anima, dove la parola è alla ricerca costante della musicalità”. Alcune poesie dello scrittore, inoltre, fanno parte di diverse antologie poetiche, quali “Federiciano 2014”, “Vivo da Poeta” e “Premio Erato”.

Maggi si avventura nel mondo della prosa, nel 2015, con il racconto breve Irish blues, nell’antologia “1000 parole” (Ed. Montecovello). Nello stesso anno avvia, insieme al pianista Theo Allegretti, il progetto “Suoni di-Versi”, performance che unisce poesia e musica, in cui il dialogo tra i rispettivi linguaggi espressivi supera la tradizionale formula del “Reading-concerto”. Questa performance è stata realizzata in diversi contesti, tra cui anche manifestazioni pubbliche quali “SeminarLibri” di Tivoli, “Pigneto Città Aperta” di Roma, “Giornata mondiale della Terra” – Perugia 2016).

L’immersone totale nell’arte della prosa è nel 2019 con la raccolta di racconti “Suites di fine anno”, libro che si è guadagnato articoli su riviste come “Duels”,  “La Gazzetta dello spettacolo” e “Prisma” e un approfondimento durante la trasmissione “Qui comincia” di Rai Radio3.

 I racconti traggono spunto da episodi relativi a serate di Capodanno, in parte realmente accaduti, che sono stati al centro di situazioni bizzarre e stravaganti, che l’autore racconta in modo spiritoso e ironico. Una sorta di grande occhio superiore, che si diverte e si incuriosisce ad osservare e analizzare i comportamenti umani. Situazioni al limite del surreale, in cui comportamenti e azioni vengono sviscerati nel dettaglio, svelandone sfumature psicologiche. “Ciò che mi premeva realmente – dichiara lo scrittore –  era far trasparire l’aspetto introspettivo e psicologico che si nasconde dietro quelle vicende; far emergere una sorta di traiettoria esistenziale che viene evidenziata attraverso la narrazione in prima persona, a tratti esplicitata, tramite il ricorso a un impetuoso flusso di coscienza. Potremmo dire che il modo in cui è stato poi realizzato è venuto man mano che il raccontare (e il raccontarsi) prendeva forma, definendone meglio la struttura definitiva”. Lo svolgimento dei racconti, infatti,  è assimilabile ai movimenti di una Suite, con variazioni di ritmo che cercano di rispecchiare le caratteristiche specifiche della narrazione. Nel libro il rapporto tra musica e scrittura è, quindi, centrale. Pur se diversi tra loro, i vari episodi si presentano omogenei per caratteristiche e lunghezza. Diverso è l’ultimo che, al pari del prologo con cui si riallaccia ad anello, si discosta dallo schema adottato, spezzandone l’incantesimo. Ma dato che la curiosità è figlia di ogni buon lettore, non andremo più a fondo.

Il libro è già stato presentato in varie sedi: Roma, Ostia, Bisceglie, Bari, Trani, Conversano, Bologna. “Ho deciso di presentarlo anche a Napoli – conclude Maggi – perché ritengo che sia una città culturalmente viva e aperta a nuove proposte. E sono lieto di essere ospitato in un salotto letterario storico della città partenopea e di avere con me relatori di tutto rispetto”.

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