Lavori presso il Real Sito di Carditello: Marianna Iorio presenta interrogazione al Ministro Franceschini

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Su richiesta di alcuni cittadini attiVi sia del MoVimento 5 Stelle che della società civile, ho presentato un’interrogazione al Ministro Franceschini riguardo alcuni lavori di restauro conservativo e valorizzazione del Real Sito Borbonico di Carditello a San Tammaro (Ce), un bene che costituisce un simbolo di riscatto culturale per la Terra di Lavoro.

Qui sotto il testo

Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo. — Per sapere – premesso che:

il Real Sito di Carditello rappresenta un bene culturale della provincia di Caserta dall’intenso rapporto affettivo con il suo territorio e costituisce un simbolo di riscatto culturale per la Terra di Lavoro;

dal 2016 il complesso monumentale è gestito dalla Fondazione Real Sito di Carditello, costituita dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, dalla regione Campania e dal comune di San Tammaro;

la Fondazione promuove la conoscenza, la protezione, il recupero e la valorizzazione del Real Sito di Carditello e delle aree annesse, in attuazione dell’accordo di valorizzazione sottoscritto dalle parti il 3 agosto 2015;

con nota 673 del 16 ottobre 2017, la ex direttrice della Fondazione, dottoressa Angela Tecce, autorizzava un gruppo di studiosi diretti dall’architetto Ettore Ventrella a compiere ispezioni speleologiche all’interno del Sito Reale, al fine di individuare il percorso sotterraneo di una delle tre diramazioni dell’Acquedotto Carolino realizzata da Francesco Collecini, che portava a Carditello l’acqua della Peschiera della Reggia di Caserta;

nel corso di tali ispezioni, eseguite in data 2 febbraio 2018 con l’ausilio di una cooperativa di speleologi specializzati, alla presenza del responsabile del servizio protezione e prevenzione e tecnici della Fondazione Carditello, venivano rinvenuti al di sotto dei torrioni e dei corpi di fabbrica ad essi adiacenti, una serie di ambienti di eguali estensioni sormontati da volte con altezza intradosso di circa 2 metri, costituenti il piano sotterraneo di fondazione del Real Sito, accessibile da botole in pietra, poste al centro del piano terra e in chiave alle volte, unitamente ad una serie di cisterne colme di acqua, appartenenti all’impianto idrico originario di Carditello;

a causa di detriti e materiali di risulta, illecitamente riversati al loro interno, molti ambienti non furono oggetto di ispezione;

dei risultati di cui sopra furono prontamente messi a conoscenza i responsabili della Fondazione del Real Sito di Carditello, soprattutto in relazione al fatto che il progetto di prosecuzione dei lavori di restauro, al momento in fase di esecuzione, prevede per tutta la superficie dei piani terra di 6 degli 8 torrioni, la realizzazione di un vespaio con l’impiego di numerosi getti in calcestruzzo armato, al fine di eliminare possibili tracce di umidità riscontrate al piano terra;

quanto riportato è stato ampiamente denunciato a mezzo stampa dall’architetto Ventrella che alla luce dei nuovi rinvenimenti, aveva chiesto anche una variazione di progetto in ragione proprio della funzione che avevano gli ambienti voltati, nell’impedire la risalita di umidità;

l’esecuzione dei lavori, si legge nella denuncia, avrebbe portato alla totale distruzione delle volte di fondazione, delle pavimentazioni e delle botole in pietra, oltre all’impossibilità di recuperare in futuro tali ambienti sotterranei;

nella stessa denuncia, è stato evidenziato come gli interventi, oltre ad essere in contrasto con i princìpi del moderno restauro conservativo dei beni culturali e delle belle arti, determinano anche l’impoverimento del manufatto, anche in considerazione dei limiti arrecati alla ricerca di ulteriori preziosi elementi di valorizzazione, come le viscere del sottostante collegamento con l’Acquedotto Carolino, storicamente di grande rilevanza;

va inoltre evidenziato che, a quanto consta agli interroganti, a tale denuncia non è seguita alcuna replica né da parte della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Caserta e Benevento, né dal Comitato tecnico-scientifico della Fondazione Real Sito di Carditello –:

se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti di cui sopra;

se si sia configurato qualche tipo di danno, con particolare riferimento alle strutture sopra descritte e, se necessario, quale tipo di iniziative si intendano intraprendere per porvi rimedio.”

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