La protesta degli insegnanti della scuola paritaria “Talent’s School”: “i parlamentari si ricordino anche di noi”

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Lezioni a distanza sospese il 19 e 20 maggio: questa la protesta messa in atto dai docenti delle scuole pubbliche paritarie proprio in questi giorni, manifestando tutto il disagio e le difficoltà che hanno dinanzi alla fatica di tante famiglie a pagare le rette, all’indebitamento di tanti Istituti che non ce la fanno più a pagare gli stipendi dei docenti e del personale amministrativo. Due giorni senza lezioni per gridare che per lo Stato sono “invisibili”, che senza aiuti l’ipotesi della chiusura diventa uno spettro sempre più concreto e che i fondi già previsti nel famoso Decreto Rilancio evidentemente non bastano.

Anche qui da noi ci sono scuole fortemente in difficoltà e una di queste è la “Talent’s School” di Marcianise, i cui docenti stanno aderendo allo sciopero, consapevoli di aver svolto con professionalità e passione il proprio dovere di maestri, ma anche di non aver ancora visto riconosciuto fino ad ora nessun diritto.

Per farsi ascoltare e far arrivare la loro richiesta quanto più lontano possibile, hanno scritto un comunicato, che pubblichiamo, nella speranza che le loro richieste vengano finalmente esaudite:

#Noisiamoinvisibiliperquestogoverno 

Dagli insegnanti della scuola paritaria “Talent’s School” di Marcianise

In molti si chiederanno il perché di questo sciopero. Siamo consapevoli che si tratti di una misura clamorosa e anche virtuale data la situazione, ma vogliamo rimarcare che anche noi paritarie siamo scuole pubbliche, così come riconosciuto dalla legge Berlinguer. Chiediamo che vengano riconosciuti dei Diritti fondamentali che sono costituzionali, in questo triste momento storico in cui ci vengono assegnati solo doveri che svolgiamo con professionalità e piacere. Questo trattamento ci fa capire che è come se fossimo considerati meno qualificati dei docenti statali, non possiamo usufruire degli stessi benefici, ci appelliamo al governo per salvare la scuola paritaria. Nessuno escluso, siamo pronti a fare quel rumore costruttivo e responsabile al fine che sia condannata l’indifferenza a cui la nostra scuola è soggetta la scuola paritaria. Non abbiamo usufruito degli ammortizzatori sociali, siamo quasi a fine maggio, scadono le prime 9 settimane di cassa integrazione stabilite dal governo: di questo denaro non c’è traccia, né tantomeno abbiamo ricevuto stipendio, ciononostante abbiamo continuato con la nostra missione, perché quando si è maestri non si può parlare di lavoro ma di passione e amore verso tutti i nostri alunni. Noi maestri, a nostre spese e con i nostri mezzi di comunicazione abbiamo fatto sì che i bambini continuassero il loro percorso didattico senza mai lasciare nessuno indietro, e chiediamo a gran voce di ricevere una gratificazione non solo retributiva ma soprattutto umana.

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