Napoli, la panchina rossa all’ospedale dei Pellegrini in memoria di Irina, vittima di violenza

La mamma: "chiedo di avere presto giustizia".

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Napoli, la panchina rossa all’ospedale dei Pellegrini in memoria di Irina, vittima di violenza. La mamma: “chiedo di avere presto giustizia”. Presenziano il direttore Verdoliva e l’assessore Marciani. Borrelli: “una vittima che era stata dimenticata.”

Durante la mattinata del 25 giugno ha avuto luogo la cerimonia di inaugurazione della panchina rossa, simbolo della lotta alla violenza contro le donne, dell’ospedale Pellegrini dedicata alla memoria di Irina Maliarenko, la donna di origine ucraina deceduta proprio in questo ospedale nella notte tra il 29 ed il 1 marzo 2020 a causa dello spappolamento del fegato e della milza, secondo l’accusa in seguito alle violenze subite dal proprio compagno.

Alla cerimonia hanno presenziato il Consigliere Regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli, il direttore dell’Asl Napoli 1 Ciro Verdoliva :”la panchina rossa è un simbolo per dire no alla violenza, in generale, ma soprattutto per dire basta alla violenza sulla donna, intesa non solo come quella fisica ma anche psicologica. Con questa panchina in particolare noi ricordiamo Irina, morta proprio qui. Bisogna sempre denunciare la violenza.”, l’Assessore Regionale Chiara Marciani: “Irina va sicuramente ricordata con un simbolo importante come questo, che possa anche essere un monito per tutti. Inoltre ho chiesto al direttore Verdoliva che questa struttura, come altre, possa essere dotata di codice rosa in modo che le donne vittime di violenze possano essere sostenute immediatamente”, i figli e la mamma di Irina, visibilmente e comprensibilmente commossa:” Chiedo giustizia in nome di mia figlia, queste cose non dovranno mai più accadere. Ancora oggi stiamo aspettando”

Ha preso parte all’inaugurazione anche l’attore, protagonista de ‘La paranza dei bambini,’ Artem Tkachuk di origine ucraina:” Sono molto arrabbiato per quello che è accaduto. La violenza è il metodo di chi non ha cervello. Chi vuol sentirsi forte mettendo le mani addosso ad una donna non è affatto forte, è un debole e non è degno nemmeno di chiamarsi uomo.”

“Ringrazio fortemente il direttore Ciro Verdoliva per aver accettato la mia proposta ed aver concesso questa dedica ad Irina.

Episodi come questo non dovranno accadere mai più e questo potrà essere possibile aiutando e sostenendo le donne vittime di violenze e denunciando.

 Irina morì nella notte dell’assalto al pronto soccorso del Pellegrini tra l’indifferenza genere, l’attenzione mediatica fu tutta concentrata sui protagonisti che quella notte devastarono l’ospedale. Così Irina è stata fatta morire due volte ed allora noi ora abbiamo l’obbligo morale di ricordarla e di commemorarla affinché la sua morte almeno non sia vana ma possa servire per lanciare un messaggio forte, un messaggio di speranza per tutte le altre donne vittime di violenze e di richiamo all’attenzione per tutti gli altri. Per la famiglia di Irina fu indetta una raccolta fondi così da assicurarle degna sepoltura, nonostante le limitazioni della pandemia. Ora grazie al personale dell’ospedale ci stiamo attivando per garantire il campo estivo ai suoi tre figli.”- ha dichiarato il Consigliere Borrelli, membro della commissione sanità.

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