Rubano reperti a Pompei, li restituiscono perché portano sfortuna. Borrelli e Simioli: “Non rubate, porta sfiga”

Lanciata campagna di sensibilizzazione

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“E’ accaduto sul serio, in un’agenzia di viaggi a Pompei sono stati fatti recapitare due pacchi contenenti oggetti rubati da turisti disonesti del Canada durante una visita agli scavi. Due lettere scritte in inglese hanno accompagnato la preziosa spedizione puntualizzando che, gli oggetti rubati nel 2005, hanno cambiato in negativo la vita degli artefici del furto, che hanno collezionato negli anni solo sventure. Da qui la decisione di restituire al mittente due tessere di mosaico, un pezzo di ceramica e due pezzi di anfora. Come nelle favole a lieto fine il proprietario dell’agenzia di viaggi ha consegnato al Parco Archeologico campano i beni sottratti. Dunque la sventura si abbatte sui disonesti, sui predatori di tesori che sono patrimonio dell’umanità. E quindi non bisogna rubare perché porta sfiga. Per questo abbiamo proposto una campagna contro i tombaroli e i ladri a Pompei: “sappiate che trafugare opere porta sfortuna, meglio non farlo”. Una campagna che a nostro avviso dovrebbero fare tutti i siti archeologici e i musei a partire da Pompei. Per la serie non è vero ma ci credo”. Lo hanno detto Gianni Simioli, speaker radiofonico e Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale di Europa Verde.

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