Parte a Casagiove il nuovo servizio di igiene urbana: per Vozza una rivoluzione copernicana

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CASAGIOVE (Ce) – É stato annunciato ieri, con la conferenza stampa in streaming tenutasi presso l’Aula consiliare, il passaggio di consegne dalla Eco.car srl alla ditta DHI Di Nardi Holding Industriale spa di Pastorano che, a partire da lunedì 29 marzo per il periodo di tre anni, si occuperà dell’igiene urbana del Comune di Casagiove, in riferimento all’espletamento del servizio di raccolta, trasporto e smaltimento rifiuti. Una “rivoluzione copernicana” l’ha definita il sindaco Giuseppe Vozza, esprimendo nell’ottica della discontinuità l’intenzione di voler tagliare ogni ponte con il vecchio modus operandi relativo alla gestione dei rifiuti urbani. Un cambio di rotta che serve per avviare un circolo virtuoso capace di coinvolgere ogni cittadino, ritenuto operativamente parte integrante di un progetto ambizioso ed innovativo, e un perno fondamentale per raggiungere obiettivi concreti. Nel 2019 il Comune di Casagiove aveva il 60,94% di Raccolta Differenziata costituita in prevalenza da materiali riciclabili.

Secondo quanto esposto dalla dirigente di DHI, Miriam D’Aniello, il piano operativo prevede una serie di attività coordinate con il Comune interessato: il dimensionamento del nuovo impianto di raccolta e la costruzione di un modello teorico ottimale basato su elementi chiave (pesi, utenze, percorrenze e produttività), la costruzione di cassonetti condominiali e cestelli domestici da 25 Lt con kit contenente glossario dei rifiuti e sacchetti biodegradabili, e l’esecuzione periodica di disinfestazioni, disinfezioni e pulizia delle strade.

Ad affiancare il primo cittadino il consigliere con delega all’ambiente, Valerio Cappio, che ha coordinato i lavori della conferenza evidenziando le novità previste e i vantaggi in termini qualitativi di questo cambiamento.

Tra gli impegni presi dalla società appaltata anche la messa in opera di alcuni progetti di respiro sociale, come il “Centro del riuso solidale” per promuovere il senso civico ed incrementare la riduzione del rifiuti da avviare a smaltimento, destinandoli ad un nuovo uso, mettendo in esercizio la solidarietà tra cittadini. La missione è spingere alla riduzione della produzione dei rifiuti; un traguardo importante che si prevede di raggiungere innescando una cultura del riciclo a livello comunitario. Un’azione che sarà incentivata anche attraverso iniziative mirate, quali le EcoFeste e la nomina di EcoVolontari. Questi ultimi avranno compiti di ecovigilanza e saranno considerati delle vere sentinelle dell’ambiente.

Ma la novità assoluta è rappresentata dall’introduzione dell’App gratuita “Junker” per dispositivi Andoid e Ios, che riconosce il prodotto attraverso la scansione del codice a barre, dipanando così ogni dubbio sulla corretta gestione della raccolta differenziata. In sostanza l’utente avrà la possibilità di differenziare i materiali che compongono un prodotto, come involucri e imballaggi, in modo interattivo e allo stesso tempo di ricevere news, informazioni relative al calendario della raccolta riferito per città e fare segnalazioni. Ad illustrarla è intervenuta in collegamento la dr.ssa Noemi De Santis, che l’ha definita una piattaforma abilitante. La tecnologia, infatti, consente alla collettività, al Comune e all’azienda incaricata dell’igiene urbana di comunicare tra di loro, rendendo l’utente protagonista dell’economia circolare attraverso un approccio semplice e intuitivo e di finalità didattica.

La gestione dell’igiene a Casagiove volta pagina con un’operazione che se si riuscisse a mettere a sistema, al di là delle buone intenzioni, in termini ambientali farebbe risalire il Comune casagiovese tra le cittadine più virtuose del comprensorio provinciale…proprio come un ventennio fa accadde con la stessa reggenza amministrativa di Vozza.

Resta solo da sviscerare la questione legata alla scadenza prevista nel mese di giugno p.v. dell’iscrizione negli elenchi della White List della Prefettura di Caserta della ditta appaltata. In assenza di rinnovo la stessa infatti non sarebbe in grado di poter operare e ottemperare i propri doveri contrattuali, a danno della comunità. Ragion per cui l’amministrazione oltre al potere di monitoring è investita di una grande responsabilità di vigilanza burocratica.

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