“La sua morte fu lutto cittadino”: l’unanime cordoglio di Casagiove al suo amato medico, cavalier Carlo Luigi Castiello (1896)

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Sollevai il capo, volsi gli occhi in alto e impresi a dire, e ognor ripeto: “all’anima, che a me cotanto è cara, dona, o Signore, la pace eterna, e fa che splenda di perpetua luce nei tuoi gemmati padiglioni, in Cielo”. 

Domenico De Angelis

 

Introduzione

Attraversando le strade della nostra amata Casagiove, ci è capitato di leggere nomi di personaggi illustri, i quali, hanno dato un contributo fattivo sia alla città, sia alla Nazione Italiana. Questi nomi, dunque, non devono restare scolpiti soltanto sulle lapidi marmoree che ne indicano il toponimo, ma essi, dovrebbero entrare nei nostri “duri” cuori, per far si che questi suscitino in noi l’orgoglio e il senso di appartenenza del luogo in cui viviamo ed operiamo, nel caso specifico: Casagiove. Il lungo asse stradale, un tempo col toponimo di via Tifatina, ed oggi dedicato al “grande” filantropo ed operatore sociale, Luigi Castiello, risulta essere una delle principali strade cittadine, il cui asse congiunge l’antico abitato di Casanova a quello di Coccagna. Alla luce di ciò, il nome dell’illustre casagiovese, “fa da ponte” alle due comunità, unendole nel segno della cittadinanza, quanto dell’amicizia. Sarebbe bello se un giorno, non troppo lontano, Luigi Castiello, come pure gli altri illustri personaggi casagiovesi, possano essere ricordati ed omaggiati attraverso attività culturali, cercando di svegliare da un profondo “sonno culturale” la città di Casagiove, una città che all’interno del suo tessuto sociale, vuole riscoprire le sue origini, le sue usanze, i suoi costumi.

In passato, in occasione della dipartita di personaggi illustri, era usanza assai diffusa dare alle stampe degli opuscoli, in cui era redatta non solo la biografia dell’estinto, ma pure ricordi e testimonianze a firma di coloro che avevano avuto il piacere di conoscerlo in vita. Talvolta però, capitava anche di corredare lo stampato con foto che ritraevano appunto, il protagonista. Di rado oggi, questa usanza si svolge e pare quasi che si voglia dimenticare la personalità di un uomo o di una donna che, in qualche modo, hanno dato un contributo fattivo alla crescita intellettuale, quanto spirituale del luogo in cui hanno vissuto. Quanto detto, rientra nella figura di un casagiovese illustre: il dottor Luigi Castiello. “I ricordi funebri” del cavalier dottor Luigi Castiello, rinvenuti presso la Biblioteca del Museo Provinciale Campano di Capua, ci aiutano infatti a ripercorrere le principali tappe dell’esistenza terrena del medico Castiello. Quanto scritto nell’opuscolo a dire della sua famiglia, “addolorata della perdita irreparabile”, non era altro che “quanto è(ra) stato detto e scritto dell’estinto per restare documento ed esempio alla presente e future generazioni”. Il dottore Carlo Luigi Castiello (nome di battesimo per intero) fu Crescenzo, aveva infatti donata la sua anima al Signore il 29 novembre 1896 in Casagiove, all’età di 59 anni. La sua vita era stata costellata da importanti cariche politiche e sociali: “Consigliere Comunale, Medico condotto, Componente della Commissione mandamentale di ricchezza mobile, Componente della Commissione di sconto del Banco di Napoli nella succursale di Caserta”.

 

I. Luigi Castiello nel ricordo di alcuni suoi amici

Il notaio Raffaele Orsi, affermava che la sua famiglia era “Legata a quella dei Signori Castiello da vincoli indissolubili di sincera amicizia da oltre mezzo secolo”. E’ possibile cogliere, a tal proposito, il sincero legame che legava i due uomini, “non solo da vincoli professionali, ma da comunanza di principi e di idee”. La sua morte dunque, “non inaspettata, ma immatura”, aveva trovato nell’animo di Raffaele Orsi “una eco profonda di dolore, che ha(veva) raggiunto il colmo, quando la desolata famiglia lo deputava a deporre un ultimo saluto ed una lacrima sul suo freddo cadavere prima per l’ultima volta uscisse da questa casa”. L’Orsi diceva che per Luigi Castiello, “l’amore, la carità, la generosità verso il suo simile fu la sua religione”. Ancora: “la sua missione di medico fu un vero apostolato. Anima dolce e nobile, egli accorreva dovunque ed in ogni ora per consolare gli afflitti, assistere e confortare gli ammalati di questo suo diletto paese, carità veramente eroica, caritas patients, carità infaticabile, persistente, amorosa, senza mai desiderare, nel suo nobile ministero, merito, lodi od onori, ma la sola gratitudine e l’affetto del popolo”. Concorde con le parole espresse da Raffele Orsi, era anche il dottor Giulio Tescione, il quale affermava che: “Luigi Castiello, appena laureato medico chirurgo nella Regia Università di Napoli, guidato da un affettuoso sentimento pel suo paese nativo, e dalle buone e filantropiche disposizioni del suo animo retto e gentile, volle ritornare tra i suoi concittadini per dedicarsi tutto al loro bene, a sollevare i loro affanni, a lenire i loro dolori, a guarirli nelle loro infermità”. Il farmacista Carlo De Lillo, altro conoscente del Castiello, oltre ad usare toni enfatici nel descrivere la personalità del medico scomparso, rendeva noti anche degli indispensabili, seppur brevi, dati biografici: “Nato in Casagiove nel 1837, compiva gli studi classici nel seminario di Capua, e ne usciva per attendere agli studi di medicina nell’ateneo di Napoli”. Lo stesso De Lillo rendeva poi noto che: “Laureto si dedicava, con un tenuissimo stipendio alla cura degl’infermi del suo paese. Semplice di vita e di abitudini, devoto al proprio dovere fino al sacrificio, anima grande, cuore generoso, Luigi Castiello non aveva la percezione del male”. Il professor Elpidio Musone affermava invece che: “Casagiove ha(veva) perduto uno dei suoi figli più cari, il valente medico, l’amico di tutti, il benefattore del popolo”. Altra importante testimonianza di stima ed affetto verso il Castiello, veniva rivolta da Angelo Vozza in qualità di rappresentante della Società Operaia di Casagiove: “Socio onorario (della Società Operaia) Luigi Castiello, il quale, con la sua disinteressata opera salutare, accorreva sempre sollecito al letto degli operai ammalati, e con scrupolosa attività e persistenza il più delle volte riusciva a strappare alla morte l’operaio padre, unico sostegno e vera fonte di guida della famiglia. Tutti di Casagiove, e quanti altri ebbero occasione di conoscere il Dott. Cav. Luigi Castiello, lo avevano in grande stima ed ammirazione, anzi ne erano edificati, perché la vita di lui era tutta un apostolato di affetto e di abnegazione”. Del tutto particolare appariva poi la testimonianza rilasciata dal professor Domenico De Angelis, specialmente riguardo ai suoi anni giovanili: “Rimasto, in ancor tenera età, orfano di padre, io, che da lui (Luigi Castiello) ero stato tenuto a cresima, da quel giorno venni considerato come vero figliuolo. E qual padre amoroso veniva a visitarmi in Seminario, s’interessava delle cose mie. Il tempo delle vacanze scolastiche, non soltanto allora, ma anche presentemente, voleva che passassi in casa sua o che mi accompagnassi con lui”.

 

II. Dalla malattia alla morte: l’imponente corteo funebre

Il cavalier Luigi Castiello era, da qualche mese prima della sua dipartita, “affetto da un male cardiaco, ribelle a tutti i rimedi scientifici”. Ad assistere il Castiello negli ultimi momenti di vita, furono le “cure affettuose” dei dottori Giulio Tescione e Marrapese, insieme ai fratelli, al professor Domenico De Angelis, i quali, fino all’ultimo sperarono “in un sensibile miglioramento”. Purtroppo però, “la malattia che non perdona(va)” si aggravò e alle ore 8.00 di domenica 29 novembre 1896, Luigi Castiello “rese la sua anima a Dio, munito dei conforti di santa religione”. Quindi, successivamente al trapasso, la salma del cavalier Castiello venne adagiata “su di un bellissimo letto nella stanza dove spirò, parata a lutto, in cui fu eretto un altarino, e fu celebrata la messa pro defuncto”. Davanti al cadavere “ardevano parecchi ceri”, mentre intorno vennero “collocate numerose, bellissime corone; fra le quali furono notate quella del Municipio, dei Medici, degl’Insegnanti, del Circolo d’Unione, della Società Operaia, degli Operai dello stabilimento Pepe, dell’On. Morelli, del Cav. Silvagni, del Cav. Pepe, del Dott. Marrapese, del sign. Luigi Chiodi, del sign. Angelo Molco, della famiglia Melone, della famiglia del professore De Angelis, della famiglia propria”. La notizia della scomparsa del dott. Castiello, venne subito ricordata attraverso le moltissime lettere e i moltissimi telegrammi diretti alla famiglia. Alle ore 15.00, del giorno seguente, 30 novembre 1896, ebbero luogo le esequie, le quali “riuscirono splendidissime e commoventissime”. Il cadavere allora venne collocato “nella bellissima cassa mortuaria della Congregazione di San Michele”, che venne “posta giù nel cortile del palazzo dell’estinto” e dove attorno “presero posto i numerosi invitati”. Furono in molti a rendere omaggio, per l’ultima volta, all’amato defunto. Tra questi, in particolare, si segnalava la presenza di Notai come l’onorevole Enrico Morelli deputato del Collegio di Santa Maria Capua Vetere, “amico devoto dell’estinto”. Al termine delle “visite” alla salma del Castiello, alle ore 16.00, “il corteo mosse dalla casa dell’estinto”, componendosi una maestosa processione funebre, aperta dalla banda municipale di Casagiove, seguita dai confratelli delle Confraternite cittadine, anch’esse parate a lutto per l’occasione, seguivano poi la banda musicale di Casapulla, le guardie “municipali e campestri” in grande uniforme. I cordoni della cassa mortuaria, dove appunto venne posta la salma, erano retti dall’onorevole Morelli, dal sindaco di Casagiove cavalier Menditti, dal presidente della Deputazione Provinciale cavalier Ruggiero, dal dottor cavalier Tescione, dal sindaco di Curti e dal presidente della Commissione di Ricchezza Mobile. Venivano poi, dopo i numerosi amici e la Società Operaia, “il carro di prima classe tirato da sei cavalli, molte carrozze private”. Il “mesto corteo” attraversò un percorso a dir poco breve. Questo, infatti, partendo dalla via di Circonvallazione (attuale via XXV aprile), percorse le via Jovara, via Tifatina (attuale via Luigi Castiello) “sino al cimitero”. Al passaggio del corteo funebre, si vedeva lungo gli sbocchi delle vie, “numeroso popolo piangente che salutava riverentemente la salma; dai balconi dei palazzi, i cui magazzini erano chiusi in segno di lutto cittadino, furono gettati fiori”. A quanto pare, lo spettacolo dovette apparire “imponente, commoventissimo”, perché tutti, giovani e adulti, ricordando “le squisite qualità dell’estinto, piansero”. Una volta che il corteo giunse al cimitero, la salma venne collocata nella chiesa di “S. Maria Lauretana” (Montecupo) dove, “l’indomani a spese della famiglia, furono celebrati solenni funerali”. A prova di quanto, effettivamente, era apparso agli occhi dei presenti al triste momento, venne redatto un articolo sul giornale “La Provincia”, nel quale si riferiva che “la perdita di questo esimio e benefico uomo è(ra) stato un lutto cittadino”. Il dottore Luigi Castiello, infatti “è(ra) stato compianto non solo in Casagiove, ma anche in molti comuni limitrofi: perché era dotto, benefico, cortese, affabile con tutti” e le solenni esequie resegli furono “una prova luminosa della grande estimazione, in cui era meritatamente tenuto”. Lo stesso giornale, poi, evidenziava il fatto che tutto il popolo partecipò “al vivo dolore della famiglia” e quando ne ebbero luogo le esequie, “tutte le ciglia si inumidirono”. Alle pubbliche esequie, si ribadiva che, vi prese parte tutto il popolo e che per l’occasione infausta, le mura di Casagiove “erano (state) tappezzate di cartelli – Lutto cittadino”, numerose poi, furono le ghirlande floreali donate alla salma del Castiello. L’intero paese seguì il feretro “piangendo” e commovente apparve lo spettacolo del cocchiere della carrozza funebre che, “guidando i cavalli, a capo scoperto, piangeva dirottamente”. Un rito funebre di tutto rispetto dunque, quello celebrato in maniera “pomposa” a Casagiove, questo perché uomini come Luigi Castiello lasciarono, senza dubbio, “eredità di affetto e di rimpianto”, tanto da rendere la sua memoria imperitura.

 

Fonti

  • Biblioteca del Museo Provinciale Campano di Capua, Ricordi funebri del Cav. Luigi Dott. Castiello: morto il dì 29 novembre 1896, Caserta 1896. 
  • Biblioteca del Museo Provinciale Campano di Capua, Emeroteca: Corriere di Napoli del 30 novembre e del 1 dicembre 1896 – Il Vespero del 5 dicembre 1896 – La Provincia. 

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