Teatro Civico 14 – Ulisse e Penelope in scena all’Oasi di San Silvestro

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«Di un Ulisse, di una Penelope» fa tappa nella splendida cornice dell’Oasi del Bosco di San Silvestro nell’ambito della rassegna «Live! Il teatro è dal vivo». Iniziativa questa sostenuta dal Teatro Pubblico Campano e che si inserisce nella programmazione del progetto “La Campania è Teatro, Danza e Musica”, promosso da ARTEC/ Sistema MED in collaborazione con SCABEC – Società Campana Beni Culturali e Fondazione Campania dei Festival

Lo spettacolo è in programma sabato 5 giugno alle ore 20,30 (ingresso per il pubblico alle 20).

Il testo è di Marilena Lucente. Ulisse sarà Roberto Solofria, che cura anche la regia. Penelope sarà Ilaria Delli Paoli. Loro due gli unici attori in scena, ma in realtà lo spettacolo ha altri protagonisti. C’è il progetto sonoro di Paky Di Maio, capace di tagliare la scena con la sua musica che invade lo spazio e sembra quasi materializzarsi, prendere forma, avvolgere gli attori. Ma protagoniste sono anche le scene di Antonio Buonocore, una macchina teatrale che diventa piano di confronto e gabbia. Al fascino dello spettacolo contribuiscono i costumi di Alina Lombardi e il disegno luci di Marco Ghidelli. La collaborazione ai movimenti scenici è di Luigi Imperato, le traduzioni in napoletano sono di Roberto Solofria, la produzione è di Mutamenti / Teatro Civico 14.

Costo del biglietto: 5,00 euro

Ingresso pubblico ore 20,00 / orario spettacolo 20,30

Prenotazione obbligatoria 3391873346 – [email protected] /acquista online su vivaticket.it

 

CREDITI – DI UN ULISSE, DI UNA PENELOPE

 

interpreti Roberto Solofria, Ilaria Delli Paoli

regia Roberto Solofria

testo Marilena Lucente

costumi Alina Lombardi

progetto sonoro Paky Di Maio

scene Antonio Buonocore

collaborazione ai movimenti scenici Luigi Imperato

disegno luci Marco Ghidelli

traduzione in napoletano Roberto Solofria

foto di scena Marco Ghidelli

produzione Mutamenti/ Teatro Civico 14 – 2017

NOTE DELL’AUTRICE

Cosa sarebbe il mondo senza i viaggi di Odisseo? Insieme a lui ci siamo messi tutti in mare. Passione per la conoscenza, arguzia, compagni di avventure, notti a parlare con il cielo. La smania degli orizzonti, la nostalgia della casa. Le emozioni di Ulisse sono così, grondanti di contraddizioni. Ma anche lei, Penelope, con la sua attesa astuta, il coraggio della solitudine, l’inamovibilità dell’amore, ha dato forma a un modo di vivere l’amore. Entrambi enigmatici, non ci stanchiamo mai di leggerli e interpretarli. Ci sembra di conoscerli da sempre – di un Ulisse, di una Penelope – a volte sembra persino che ci assomiglino in qualche tratto. Eppure, da Omero in poi, poeti e romanzieri hanno tirato fuori mille Ulisse e Penelope, sempre diversi, ciascuno con la propria singolarità, una scintilla che fa una nuova luce su tutta la tradizione. Viaggia ancora Ulisse, e Penelope è ancora sull’isola, a indagare quel mistero del tempo che è l’attesa. Cosa accade quando Ulisse raggiunge Itaca? Cosa succederà adesso che il desiderio infinito potrà placarsi? Il desiderio dell’uno e dell’altro, il desiderio dell’uno per l’’altro. Quell’incontro in cui tutto sembra poter ricominciare, cambia Ulisse e Penelope come non era accaduto in venti anni. Domande furiose che nascono solo dall’amore. Quando si sta male per averlo perduto, quando si pensa di averlo ritrovato, e si teme e si trema al pensiero del futuro. Chiunque abbia avuto un’Itaca nella propria vita sa di cosa stanno parlando, quei due.

NOTE DI REGIA

           Guerra d’amore, guerra per amore. Tutto cambia dopo il ritorno ad Itaca. Mare in tempesta. Odio. Sangue. Il rosso, il blu, l’oro. Amore. Amore? L’incontro, il rincontrarsi, il ritrovarsi, stringersi le mani, sentire l’odore, il sapore. É questo che cercavo, è questo che non trovavo. É più facile conoscersi o riconoscersi? Memorie, lontane, e ancora presenti. Ecco l’amore più forte del tempo, più forte dell’uomo, più forte del mare, più forte di guerre, più forte di viaggi, di incontri, di altri amori. Ma l’amore di lui non vince su tutto, non è così forte, non è così certo. L’amore di lei, sì che combatte, sì che ti aspetta, è lei che ti chiede del prossimo viaggio.

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