Casaluce. “Agire” si presenta alla città: si parte dal recupero del centro e dai Regi Lagni

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Movimento giovane ed intraprendente, con la forza di chi ha ancora sogni da realizzare e la voglia di farlo. Così “Agire” si presenta a Casaluce. La prima iniziativa pubblica del movimento è stata il convegno “Recupero del tessuto urbano e valorizzazione del Castello di Casaluce”. Una presentazione di progetti concreti per rivalorizzare il centro storico, partendo proprio dal Castello quale simbolo della città e cuore pulsante dell’identità territoriale, e i Regi Lagni, avviando il recupero della strada che li costeggia. I professori Massimiliano Rendina (Docente in progettazione e composizione architettonica dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli), Mariano Nuzzo (Docente della Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio dell’Università di Ferrara) e Michele Mosca (Docente di Politica economica dell’Università di Napoli Federico II) hanno dato, usando le parole di Francesco Luongo, leader del Movimento, “spunti interessanti e concreti” e “proposte realizzabili per portare, senza false promesse, Casaluce nel futuro”. “Una buona idea è quella che si realizza”, così ha aperto l’incontro di lavoro Luongo per sottolineare come il gruppo è teso al fare. Possibili progetti per la riqualificazione territoriale sono stati illustrati dagli esperti, che hanno presentato piani già sviluppati per altre opere simili, di portata nazionale e internazionale, ed hanno anche indicato eventuali fondi da usare per la realizzazione degli stessi. Insomma, una discussione sulla necessità di ridare vita a ciò che già c’è sul territorio per garantire una crescita economica, sociale e culturale di Casaluce e dei casalucesi. Ma per fare questo ci vogliono idee, piani di realizzazione, soldi e soprattutto coraggio, come ha sottolineato l’architetto Rendina: “Non bisogna avere più paura perché non abbiamo scheletri nell’armadio”. L’architetto ha anche indicato la necessità dello studio del territorio per conoscerlo a fondo e per poter ricrearlo in modo funzionale alle nuove esigenze. Idee queste condivise dagli altri relatori e da Luongo, tutti d’accordo sul fatto che “bisogna avanzare a piccoli passi e coinvolgendo tutte le forze del territorio – singoli, associazioni ed identità politiche – per poter approfittare delle grandissime opportunità che stanno arrivando, e poter realizzare finalmente progetti concreti per il recupero di una condizione di normalità per Casaluce”. E proprio della possibilità di recuperare fondi ha parlato il professore Nuzzo, indicando i capitoli esatti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che si adattano alle esigenze locali. Il relatore ha anche individuato la necessità di avviare accordi con le varie istituzioni locali e le amministrazioni confinanti per garantire piani di intervento comuni. L’incontro si è concluso con la promessa “di continuare a discutere su questi temi e l’invito a partecipare ai prossimi incontri pubblici per confrontarsi su altre importanti questioni”.

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