Per la storia di Casagiove nell’Ottocento

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I. Casanova e Coccagna nei primi anni dell’unità nazionale

Il Dizionario Corografico dell’Italia redatto nel 1866 dal prof. Amato Amati, ovviamente, col concorso dei sindaci, delle rappresentanze provinciali e di insigni geografi e storici, presenta in più volumi, una panoramica, seppur generale, riguardo ai numerosi Comuni che occupavano il territorio peninsulare. Si tratta quindi, di una fonte bibliografica di non poco conto. Anche l’allora denominato Comune di Casanova e Coccagna, si fregiava di una voce all’interno della corposa opera editoriale. Nel Dizionario in questione, il Comune “nel Napoletano”, ubicato nella vasta provincia di Terra di Lavoro, faceva parte del circondario di Caserta e del mandamento di Santa Maria Capua Vetere. La sua popolazione, in base al precedente censimento del 1862, “contava abitanti 4143″, di cui 2022 maschi e per la maggiore 2121 femmine. L’ordine pubblico era controllato dalla Guardia Nazionale che era caratterizzata “di 2 compagnie” con 209 militi attivi e 37 di riserva: con un totale di 246 militi. La mobilitazione effettiva, però, era di 118 militi. All’epoca, gli elettori politici risultavano iscritti nelle liste elettorali del collegio di Santa Maria Capua Vetere e, nel 1863, questi erano soltanto 39. Cosa del tutto particolare e che, in quel periodo, la cittadina era priva di un proprio ufficio postale, in quanto faceva capo a quello della vicina Santa Maria Capua Vetere. Il territorio si presentava “ubertosissimo”, dando “ricche raccolte di cereali, legumi e frutta”. Il centro abitato, invece, era un borgo posto a 23 chilometri da Caserta e a 27 dal mare, e il comprensorio comunale si trovava “sulla via che da Capua conduce a Caserta”.

II. Il cambio di toponimo: da Casanova e Coccagna a Casagiove

Scriveva nel 1924 il prof. Angelo De Santis in una sua opera editoriale che, Casagiove (circondario di Caserta e mandamento di Santa Maria Capua Vetere), “per una doppia trafila”, prima di assumere l’attuale denominazione, si chiamava, come è noto, Casanova, “dal nome di uno dei due borghi che formavano il comune”, mentre, l’altro borgo era quello di Coccagna. Il Consiglio Comunale, però, nella seduta del 30 dicembre 1862, “per distinguere il comune da altri di consimile denominazione”, decise di aggiungere anche il nome del borgo riunito di Coccagna, ricevendone in questo modo, l’ufficialità, con Regio Decreto del 26 marzo 1863. Nove anni dopo, però, “non essendosi pienamente raggiunto lo scopo”, il Consiglio Comunale ritenne conveniente di sostituire al doppio nome di Casanova e Coccagna quello di Casagiove. Il Consiglio Comunale deliberò questa decisione il 30 ottobre 1871, mentre l’ufficialità si ottenne soltanto con il Regio Decreto del 17 febbraio 1872.  Va detto che, il prof. De Santis, nello scrivere su Casagiove, prendeva in considerazione quanto affermato dal sacerdote nonché archeologo Francesco Maria Pratilli, il quale nella sua celebre opera del 1745 intitolata Della Via Appia riconosciuta e descritta da Roma a Brindisi, così scriveva nei riguardi di Casagiove: “Il nostro villaggio che ora dicesi Casanova, nelle antiche scritture del’XI e XII secolo del Signore, dicevasi in quei tempi a casa Iove. Sul monte, ov’era il già detto tempio [di Giove, a sinistra del monte Tifata, rivolto verso oriente], avvi una fonte, che dal volgo dicesi al presente la fontana di Giove”. Allo stesso modo, lo storico e nobile capuano, nonché vescovo di Sessa Aurunca, monsignor Francesco Granata, scriveva nella sua opera del 1752 intitolata Storia civile della fedelissima città di Capua, che: “il nome del pagus Casa – Iove, poco distante dal tempio di Giove, fu corrotto in Casanova”. Inoltre, il professor De Santis prendeva in considerazione l’opera del direttore del Museo Provinciale Campano di Capua, il canonico don Gabriele Iannelli, intitolata Monografie storiche, in cui il canonico Iannelli ricordava che Casanova e Coccagna, figuravano tra i 56 casali che continuavano ad esser numerati dipendenti da Capua per tutto il secolo XII.  C’è da dire, infine, che, a scanso di equivoci,  allo stato attuale, almeno dal regesto di un considerevole numero di pergamene medievali di Capua, a partire dall’epoca longobarda, ancora in corso di svolgimento da parte dell’esimio studioso Giancarlo Bova, appare solo il toponimo Casanova.

III. La popolazione di Casagiove dalla fine del Settecento agli inizi del Novecento

Attraverso l’attenta lettura del corposo saggio storico, ormai introvabile, dello storico Aldo Di Biasio del 1976, è stato possibile conoscere le statistiche della popolazione di Casanova prima e Casagiove poi, a partire dalla fine del XVIII secolo per finire ai primi anni del XX secolo. E’ stato possibile appurare come, nel corso del tempo, la densità di popolazione del territorio comunale abbia avuti, effettivamente, degli alti e bassi. Solo per tre annate è indicato anche il numero degli abitanti del villaggio di Coccagna.

  • Popolazione di Casanova alla fine del Settecento: 3318 abitanti.
  • Popolazione del villaggio di Coccagna alla fine del Settecento: 2787 abitanti.
  • Popolazione di Casanova nel 1816: 3163 abitanti.
  • Popolazione di Casanova nel 1828: 2819 abitanti.
  • Popolazione di Coccagna nel 1828: 570 abitanti.
  • Popolazione di Casanova nel 1843: 3619 abitanti.
  • Popolazione di Coccagna nel 1843: 775 abitanti.
  • Popolazione di Casanova nel 1861: 4144 abitanti.
  • Popolazione di Casanova nel 1871: 4572 abitanti.
  • Popolazione di Casagiove nel 1881: 4781 abitanti.
  • Popolazione di Casagiove nel 1901: 5683 abitanti.

Fonti

(I) –  Dizionario corografico dell’Italia / compilato per cura [di] Amato Amati ; col concorso dei sindaci, delle rappresentanze provinciali e di insigni geografi e storici, i nomi dei quali sono indicati in fine dei relativi articoli. (Volume Secondo), Milano 1886.

(II) – Angelo De Santis, I comuni della provincia di Caserta che hanno cambiato denominazione dopo il 1860, Roma 1924.

(III) – Aldo Di Biasio, La questione meridionale in Terra di Lavoro: 1800 -1900, Napoli 1976.

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