Casagiove si prepara alla Festa Popolare di San Vincenzo De’ Paoli: la lettera di don Stefano chiama tutti a raccolta

“Una casa sempre aperta”: il Vicchiarello come simbolo di accoglienza e fede per la città

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Con l’avvicinarsi della Festa Popolare del Vecchiarello, don Stefano Giaquinto rivolge un sentito appello ai cittadini di Casagiove e non solo, con una lettera aperta che è già diventata simbolo del clima di attesa e partecipazione.

“Carissimi, vi saluto con grande affetto e vi benedico uno ad uno!” – così si apre il messaggio del parroco, che sottolinea come questo evento non sia solo una tradizione religiosa, ma un appuntamento identitario che unisce la città, “nel cuore di ogni casagiovese”. Il cuore del messaggio è racchiuso in un’immagine: lo stemma della città, che rappresenta una casa con la porta sempre aperta. Una metafora potente che parla di accoglienza, condivisione, fratellanza. “Un segno nato per caso oppure una proposta che guarda al futuro? Né una cosa, né l’altra. È un invito”, scrive don Stefano.

Nel suo testo, il parroco invita tutti a riconoscersi in una comunità viva e aperta, dove ognuno – giovani, adulti, famiglie – possa sentirsi parte integrante. Il suo sguardo è rivolto soprattutto ai più giovani:

“Vi parlo con sincerità: non basta aspettare che le cose cambino. Occorre crederci, rischiare, rimettersi in gioco.”

Tra i momenti centrali della festa:

  • Sabato 19 luglio Giorno della festa del Casagiovese, con celebrazioni eucaristiche fin dal mattino (ore 06.30, 07.30, 08.30, 09.30, 10.30, 11.30) e la solenne celebrazione serale delle 20.00 in Piazza S. Michele, presieduta dal Vescovo di Aversa, Mons. Angelo Spinillo
  • Domenica 20 luglio Via alla tradizionale processione e alla celebrazione mattutina, seguita da un’intera giornata di festa e accoglienza, aperta a tutti.

“Piace dirvi: Vien’, u’ Vicchiarell’ aspett a te!”

Un richiamo alle radici popolari della festa, che mescola fede, identità e memoria. Non mancherà un momento speciale di adorazione serale in chiesa, davanti a Gesù Eucaristia, e il ricordo commosso di don Peppe Diana, a trent’anni dalla morte, testimone di un Vangelo vissuto fino in fondo.

Don Stefano rilancia infine un messaggio di speranza: “Dobbiamo osare di più e non solo credere che non morirà mai il sogno di S. Vincenzo.”

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