
CASAGIOVE – Una parola semplice, ma potente: “grazie”. È con questo termine – carico di fede, emozione e gratitudine – che si è conclusa la Festa Popolare 2025 in onore di San Vincenzo de Paoli, presso la parrocchia di San Michele Arcangelo, guidata da don Stefano Giaquinto.
Il messaggio finale, diffuso tramite un manifesto apparso in parrocchia e nei social locali, è un inno alla coralità e alla condivisione. Non un semplice ringraziamento, ma un vero e proprio inno al “grazie al plurale”
Un riconoscimento collettivo rivolto a chi ha reso possibile ogni momento della festa.
“Grazie, se non lo sai, è un plurale. È il plurale di ‘grazia’, che significa dono”
E in effetti di doni, spirituali e concreti, ne sono arrivati tanti.
- Tra i ringraziamenti espliciti figurano:
- i membri della Rete Vincenziana, il gruppo VincenzoLAB e gli Accollatori;
- le autorità civili, politiche e militari che hanno preso parte alle celebrazioni;
- i giovani, protagonisti entusiasti e contagiosi della festa;
- tutti coloro che hanno partecipato alla processione, anche chi non si incontra mai, ma non è mai assente nei momenti importanti.
Particolare rilievo è stato dato anche all’apertura della Casa di Francesca, struttura che ospiterà un doposcuola e un dormitorio, a testimonianza del forte impegno sociale e caritativo della comunità parrocchiale.
Don Stefano non si limita a ringraziare: invita a rinnovare i doni ricevuti, a non custodirli passivamente, ma a reinventarli, rigenerarli e metterli a servizio degli altri. Il suo grazie è anche un invito a costruire una “Chiesa sfacciata”
capace di osare, di essere presente, di camminare insieme nel segno della sinodalità.
La Festa Popolare 2025 si chiude così con una dichiarazione d’amore alla comunità e al servizio. Un grazie, sì, ma con la forza di un’intera città che ha saputo ancora una volta fare Chiesa, insieme.