
CASTEL MORRONE (CASERTA) – Un episodio di estrema gravità si è verificato nella mattinata di sabato 1° febbraio 2026 a Castel Morrone, nella zona del cimitero comunale. Totò, uno dei cani di quartiere conosciuti e accuditi da anni insieme al compagno Sasà, è stato trovato con un laccio d’acciaio stretto tra il collo e la bocca, una trappola comunemente utilizzata per la cattura illegale dei cinghiali.
Secondo quanto ricostruito, si tratta con ogni probabilità di una trappola piazzata da bracconieri: strumenti rudimentali ma micidiali, spesso installati anche in aree vietate alla caccia. Totò sarebbe rimasto intrappolato durante la notte e l’ipotesi più inquietante è che chi ha piazzato il laccio, tornando per controllare la “preda”, abbia tagliato il cavo alla base senza avere il coraggio di liberare l’animale, lasciandolo agonizzante.
A salvare Totò è stato un gesto istintivo: il cane, nonostante le gravi difficoltà respiratorie, è riuscito a raggiungere il luogo dove viene abitualmente accudito, permettendo ai volontari di intervenire tempestivamente. Il cavo, incastrato tra bocca e collo, è stato rimosso dopo oltre mezz’ora di lavoro, mentre l’animale mostrava già evidenti segni di sofferenza, con muso e testa gonfi e respirazione compromessa. Proprio il fatto che il laccio non abbia stretto completamente il collo gli ha salvato la vita: in caso contrario sarebbe morto soffocato.
Totò è stato inizialmente preso in carico dall’ASL tramite pronto intervento veterinario, ma successivamente le volontarie hanno deciso di riportarlo in un ambiente familiare per garantirgli cure più adeguate ed evitargli il trauma del canile. Presenta ferite alla bocca, al collo e al muso, oltre a un problema a un occhio che, fortunatamente, non dovrebbe richiedere un intervento chirurgico per pochi millimetri. Nei prossimi giorni sarà visitato dal veterinario di fiducia per ulteriori accertamenti.
Attualmente Totò si trova al sicuro presso l’abitazione di una persona che da anni si prende cura di lui e di Sasà, che nel frattempo appare disorientato e “perso” per l’assenza del compagno. Una volta ristabilito, Totò tornerà sul suo territorio.
L’episodio riaccende i riflettori su una pratica illegale e pericolosissima. Queste trappole non mettono a rischio solo gli animali, ma anche bambini, anziani, cercatori di funghi e chiunque frequenti le zone rurali.
Da qui l’appello ai cacciatori della zona, che spesso si dichiarano contrari al bracconaggio: quando si trovano trappole di questo tipo non basta rimuoverle, è fondamentale denunciare immediatamente alle autorità competenti. In alternativa, è possibile rivolgersi ai volontari che si rendono disponibili a segnalare e intervenire.
Segnalazioni: 338 3558497
«Quanto accaduto a Totò è l’ennesima dimostrazione di una realtà che denunciamo da anni. Il bracconaggio non è solo una violazione della legge, ma un pericolo concreto per tutta la comunità. Chi trova trappole ha il dovere morale e civile di denunciarle. Noi siamo pronti a farlo, sempre.»
Antonella Parisi, delegata OIPA Castel Morrone
Un fatto che non può e non deve essere archiviato come un semplice “incidente”, ma che chiama in causa responsabilità, controlli e coscienza civile.