
Karate, l’ASD MKS Casagiove brilla a Roma: 12 medaglie nella Coppa del Presidente
Cinque ori, un argento e sei bronzi per gli atleti guidati dal maestro Michele Cappella. Il successo arriva nella Giornata mondiale del karate, celebrata domenica 25 ottobre: una disciplina che insegna ai giovani rispetto, autocontrollo e sacrificio.
CASAGIOVE (CASERTA) – Dodici medaglie e una grande prova di squadra. È il bilancio della partecipazione dell’ASD MKS Casagiove alla Coppa del Presidente CNS Libertas FKI di karate, disputata al PalaTorrrino di Roma e dedicata alla memoria del compianto presidente Daniele Lazzarini.
Un risultato che assume un significato ancora più particolare perché ottenuto proprio domenica 25 ottobre, Giornata mondiale del karate, una ricorrenza che affonda le proprie radici nella storia di questa antica disciplina.
Il 25 ottobre 1936, a Naha, sull’isola giapponese di Okinawa, si riunirono alcuni dei più importanti maestri dell’epoca per discutere del futuro della disciplina e della sua denominazione. Da quell’incontro storico maturò la decisione di uniformare il nome in karate, contribuendo alla sua diffusione e alla definizione della sua identità moderna. Nel 2005, la Prefettura di Okinawa istituì ufficialmente il 25 ottobre come Giornata del karate.
Un patrimonio di storia e valori che si ritrova anche nell’esperienza dei giovani atleti casagiovesi, protagonisti di una competizione che ha visto la partecipazione di oltre 20 società provenienti da diverse regioni d’Italia, isole comprese, e circa 400 atleti, impegnati nelle specialità del kata, le forme, e del kumite, il combattimento.
A guidare la delegazione dell’ASD MKS Casagiove è stato il maestro Michele Cappella, che ha accompagnato i suoi ragazzi in una giornata ricca di soddisfazioni. Il medagliere finale parla di 5 ori, 1 argento e 6 bronzi, per un totale di 12 podi.
A rappresentare la società casagiovese sono stati Matteo Menditto, Domenico Tedesco, Azzurra Sibillo, Alessandro Capasso, Antonio Carillo, Davide Greco, Roberto Iannotta, Emanuele Di Gaetano e Flavio Edinson Esposito.
Tra le prestazioni più significative spicca quella di Flavio Edinson Esposito, protagonista nella categoria cadetti cinture nere, nella quale ha superato i propri avversari con una prova di grande superiorità, mettendo in mostra preparazione tecnica, determinazione e capacità di gestione degli incontri.
Sfortunato, invece, Emanuele Di Gaetano, che a pochi secondi dalla fine di un combattimento nel quale era in vantaggio ha riportato un infortunio, senza poter proseguire la gara. Nonostante l’imprevisto, l’atleta è riuscito comunque a conquistare il terzo posto, dimostrando carattere e tenacia.
Lo sport come alternativa alla violenza: giovani che crescono nel rispetto
Il risultato ottenuto a Roma va oltre il valore delle medaglie. La Giornata mondiale del karate offre l’occasione per ricordare quanto lo sport possa rappresentare uno strumento concreto di educazione e crescita per le nuove generazioni.
In un tempo in cui le cronache raccontano troppo spesso episodi di aggressività, bullismo e violenza tra i giovani, esistono tanti ragazzi che scelgono una strada diversa: quella dell’impegno, della disciplina e del rispetto.Ragazzi che si allenano, accettano le sconfitte, imparano a controllare le proprie emozioni e lavorano per migliorarsi, senza cercare scorciatoie.
Il karate insegna che la forza non consiste nel prevaricare gli altri, ma nel conoscere se stessi, rispettare l’avversario e saper controllare i propri impulsi. Il tatami diventa così una palestra non soltanto per il corpo, ma anche per il carattere.
Dietro ogni risultato ci sono sacrifici, allenamenti, rinunce e il sostegno delle famiglie, insieme al lavoro di maestri che accompagnano i ragazzi nel loro percorso sportivo e umano.
Per l’ASD MKS Casagiove, le 12 medaglie conquistate rappresentano dunque un motivo di orgoglio per l’intera comunità. Cinque ori, un argento e sei bronzi raccontano il successo di una squadra, ma soprattutto il valore di giovani che hanno scelto di mettersi alla prova attraverso lo sport.
Un messaggio che, proprio nella giornata dedicata al karate, assume un significato ancora più forte: educare i ragazzi al rispetto e alla responsabilità significa contribuire a costruire una comunità più consapevole, dentro e fuori dal tatami.