
Ci sono persone che non riescono a stare ferme, non per inquietudine ma per necessità interiore. Persone che fanno del movimento una filosofia di vita. È il caso di Nunzio Antonucci, protagonista di una nuova sfida che sa di avventura, passione e ricerca personale.
Musicista, intervistatore, sportivo e instancabile appassionato di atletica, Antonucci racconta una vita vissuta senza risparmiarsi: “Ho imparato a suonare, a intervistare, a correre, saltare, lanciare, superare hurdles. Nulla mi lascia indifferente”.
Da poco ha riaperto la palestra insieme a Enzo Di Silvestro e al figlio Nicola, riportando energia e progettualità in uno spazio che rappresenta molto più di una semplice palestra.
Ma è sulle due ruote che Nunzio sembra trovare la sua dimensione più autentica. I suoi precedenti viaggi in bicicletta, con percorrenze superiori ai 1600 chilometri, gli hanno lasciato una consapevolezza profonda:
“Dentro di noi esiste qualcosa di ineffabile e incalcolabile. Chi centellina le energie non va oltre se stesso”.
Ora una nuova impresa lo attende. Il prossimo tour partirà da Losanna, città in cui vive sua figlia, per arrivare fino a Riga, in Lettonia, dopo circa 2200 chilometri attraversando Germania e Polonia.
Una meta scelta non a caso: nella capitale lettone Antonucci raggiungerà e saluterà alcune atlete che hanno preso parte alle gare di atletica disputate in Campania: Liga, Liene, Laura, Ilona, Ginta e Juris.
“Gli altri vanno in aereo. Stavolta io andrò in bicicletta”, racconta con la semplicità di chi considera la fatica un linguaggio naturale.
A 67 anni, Nunzio non cerca record né imprese da copertina. Cerca qualcosa di più intimo e autentico:
“Pedalerò per capire ancora chi sono, sentire il cuore battere e i polmoni respirare”.
E sull’uso della tecnologia ha idee chiare:
“L’intelligenza artificiale non mi aiuterà. Pedalerò con quello che ho sempre utilizzato: fantasia ed emozioni”.
La partenza è fissata per giovedì 16 luglio, da Losanna verso Riga, 2200 chilometri “tutti d’un fiato”, come ama dire lui, in sella a una bici normale e con lo spirito di chi affronta ogni strada come una possibilità.
Il messaggio finale è un invito aperto a tutti:
“Nella vita bisogna essere preparati a ogni situazione. Bisogna vivere con entusiasmo”.
E forse è proprio questo il segreto di Nunzio Antonucci: non smettere mai di mettersi in cammino.