STORIE. Ripercorriamo insieme i 30 anni di storia di “Artestate”

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CASAGIOVE (CASERTA).Artestate” è una delle manifestazioni culturali più longeve della Regione Campania e non solo; dalla sua prima edizione nel 1987 si è fermata solo due volte (2001 e 2016) poi, si è sempre svolta, ed ogni anno, i casagiovesi e non solo, aspettano con interesse questo evento, perchè negli anni è riuscita, seppur tra alti e bassi, a portare sul palcoscenico casagiovese artisti di chiara fama nazionale. Artestate nasce nel 1987. “Figlia” di “Sipario Aperto”, rassegna teatrale voluta e ideata dal compianto Michele Santoro, allora consigliere comunale con delega alla cultura, nonché grande appassionato di teatro che, con Americo De Santis prima e Silvio Giordani dopo, fece arrivare a Casagiove, anche grazie al contributo dell’allora Ministero dello Spettacolo, grandi compagnie di Opera Lirica. “Rigoletto”, “Il Barbiere di Siviglia”, “La Bohème” sono solo alcuni degli spettacoli rappresentati, riscuotendo un notevole successo di pubblico. Dal suo primo debutto, la manifestazione culturale ha poi mantenuto alto lo standard delle compagnie e degli attori ospitati. Rosalia Maggio, Antonio Casagrande, Maurizio Micheli, Carlo Croccolo, Sergio Solli, Nello Mascia, Ascanio Celestini, Peppe Barra, Eugenio Bennato, Pietro Longhi, Valentina Stella, Giacomo Rizzo, Gianfranco e Massimiliano Gallo, Fausto Mesolella, Frank Gambale, i Subsonica e tanti altri che hanno permesso ad Artestate di essere considerata da sempre una delle manifestazioni più importanti della Regione. È doveroso ricordare e ringraziare le Amministrazioni Mario Melone, Peppe Vozza, Enzo Melone, Elpidio Russo e adesso Roberto Corsale; che hanno e stanno continuando a dare lustro ed importanza all’evento; e ancora ricordare i direttori artistici che con la loro sapiente maestria, nel corso degli anni, hanno allestito cartelloni di ottimo livello; dai compianti Americo De Santis e Franco Angrisani a Maria Pezzella, Giuseppe Carrese, Pierluigi Tortora, ai consulenti artistici Marco Messina e Filippo Fiorillo, fino a Enzo Varone che, ha avuto l’onore ed il privilegio di dirigere, a fasi alterne, per sette anni questa kermesse.

“Io personalmente – ha affermato Enzo Varone –  devo dire che a vario titolo e/o incarichi sono stato coinvolto fin dalla sua prima edizione”. Sede storica della manifestazione è stato sempre il Quartiere Militare Borbonico, location che si sposa a meraviglia con le esigenze del festival, tranne nei primi anni che si è svolta tra Piazza degli Eroi ed il cortile di Palazzo Mauro, mentre, nel periodo della ristrutturazione della Caserma Borbonica, ci siamo spostati presso il centro polifunzionale prima e Cineclub Vittoria poi. Da circa dieci anni ad Artestate si è affiancato il Premio “De Rege”, manifestazione che ricorda Guido e Ciccio De Rege, una delle coppie comiche più importanti del primo Novecento e nati a Casagiove alla fine dell’Ottocento. Nel 2005 è iniziata questa avventura con una serata evento dove fu proiettato il primo film dei De Rege e presentato un progetto a loro dedicato scritto a quattro mani con Andrea D’ Errico. Da quel momento “finalmente” a Casagiove si iniziò a parlare di loro. Nel 2008 nacque il premio cabaret, che si è fermato solo una volta nel 2014 con la chiusura del Cineclub, fino a quel momento sede del premio.

Dal 2015 il Quartiere Militare Borbonico è diventato anche la sede del premio ed in questi anni ha visto sfidarsi più di cento cabarettisti emergenti e per alcuni di loro, è arrivata anche una notorietà nazionale. Oltre ai cabarettisti ogni anno si assegna un premio speciale che, in queste nove edizioni ha visto premiare: Antonio Allocca, Nicola Fano, Carlo Croccolo, Eduardo Tartaglia, Angela Pagano, Gino Rivieccio, Sergio Solli e Giacomo Rizzo; oltre ad avere come ospiti: Maurizio Casagrande, Francesco Paolantoni, Paolo Caiazzo, Maria Bolignano, Gigi e Ross, Peppe Iodice, Ciro Villano e Ciro Ceruti, Gianni Fantoni; e ancora Nunzia Schiano, Ernesto Lama e Gianni Ferreri. “Il mio augurio – conclude Varone – è che manifestazioni di questo tipo, possano sopravvivere ed avere vita lunga; e che Casagiove possa affermarsi sempre più in campo artistico/culturale e ritagliarsi un ruolo importante nell’ambito degli eventi culturali nella nostra regione e oltre”.

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