ViviCampania in trincea: 24-26 ottobre 1918. Tentiamo di attaccare il nemico al Grappa e nel settore del Piave

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26 ottobre 1918 – Abbiamo ricevuto oggi dai nostri corrispondenti al fronte le notizie relative ai combattimenti, dal 24 scorso ad oggi, che hanno investito tutto la nostra linea. E’ iniziata finalmente la nostra offensiva; le voci che si sono susseguite nei giorni scorsi, si sono verificate. Tutto è pronto. Un anno dopo la cocente ritirata di Caporetto, i soldati d’Italia ripartono all’attacco per raggiungere quella meta  che grida quel suono soave e dolce di Vittoria.

24 ottobre – Settore del Grappa – Dal nostro corrispondente Antonio Cembrola

Nonostante le voci sull’incertezza del Comandante della 4a Armata, Gen. Gaetano Giardino, l’offensiva sul fronte del Grappa è cominciata alle ore 03:00 con un violento fuoco delle batterie con lo scopo di preparare il campo all’assalto dei reparti. Lampi e tuoni, luci ed ombre si sono alternate durante lo sfavillante operare delle nostre bocche di fuoco. L’assalto delle fanterie è cominciato alle ore 07:15. Sul Monte Asolone, l’attacco ha portato alla conquista di alcune posizioni, ma dopo un’intera giornata di attacchi austriaci i nostri hanno dovuto abbandonare le mete raggiunte. Nella zona settentrionale ed occidentale del massiccio del Grappa i nostri hanno raggiunto dopo aspri combattimenti la sponda nord del torrente Ornic e la conca d’Alano. Mentre invece sul Monte Spinoncia, le truppe austro-ungariche sono riuscite a bloccare tutti i nostri assalti. Alle ore 15:00 il Generale Giardino ha ordinato la sospensione degli attacchi. Nonostante la conquista di alcune posizioni, la barriera austriaca è ancora intatta.

24 ottobre – Settore del Medio Piave – Dal nostro corrispondente Vincenzo Santoro

Sul Medio Piave la situazione si presenta abbastanza complicata. Nella notte infatti, il Genio Pontieri ha installato sul fiume alcuni ponti di barche. L’attacco è cominciato alle prime luci dell’alba. I nostri reparti sono riusciti ad arrivare alla conquista di alcuni isolotti alle Grave di Papadopoli, dove hanno catturato i soldati nemici a presidio. Le condizioni meteorologiche e del fiume sono critiche e si avverte il rischio, espresso anche dal Comandante dell’8a Armata, Generale Caviglia, di dover sospendere l’attacco.

Il Gen. Gaetano Giardino

25 ottobre – Settore del Grappa – Dal nostro corrispondente Antonio Cembrola

Dopo i combattimenti di ieri, la battaglia oggi ha infuriato sulle nostre posizioni nella regione nord occidentale del Massiccio del Grappa. Grandi conquiste sono state compiute dalla Brigata “Pesaro”, insieme al 18° e 23° reparto d’assalto, che hanno preso il Monte Pertica, e dalla Brigata “Aosta” che di slancio ha raggiunto le vette del Monte Valderoa

25 ottobre – Settore del Medio Piave – Dal nostro corrispondente Vincenzo Santoro

Non abbiamo nulla da registrare purtroppo oggi. Le condizioni meteo avverse e la piena del fiume Piave hanno impedito ai nostri comandi di organizzare un’azione offensiva in questo settore. L’ansia cresce, i soldati, dagli ufficiali alla truppa, sono tesi come corde di violino. Si attende solo quel benedetto ordine.

Il Gen. Enrico Caviglia

26 ottobre – Settore del Grappa – Dal nostro corrispondente Antonio Cembrola

Oggi non siamo noi ad attaccare. Il nemico, irritato dalla nostra azione di ieri, si è mosso, dalle prime luci dell’alba, contro le nostre forze  nelle zone dell’Asolone, del Pertica, e del Solarolo. Respingiamo tutti gli attacchi, anzi in alcune zone tentiamo il contrattacco: la Brigata “Lombardia” tenta addirittura di prendere il Monte Solarolo, ma l’artiglieria austriaca, precisa e letale impedisce la conquista delle nostre armi. Si iniziano a contare i morti. Ho intravisto il Generale Giardino che, nonostante l’aria marziale non riusciva a nascondere una pur minima preoccupazione. C’è paura, ma nell’aria avvertiamo, stando insieme ai soldati, la voglia di non cedere, non questa volta.

26 ottobre – Settore del Medio Piave – Dal nostro corrispondente Vincenzo Santoro

La situazione meteo non cambia. Questo non è assolutamente una buona notizia perchè il fiume non stabile impedisce un attacco massiccio nel nostro settore. Intanto però ci arrivano buone nuove dalle Grave di Papadopoli dove i nostri soldati hanno completato la conquista di quella zona, catturando ben 351 soldati austro-ungarici. Il morale è alto anche se l’attesa è snervante.

Il Fronte del Piave all’epoca della battaglia del Solstizio

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