Le giornate d’autunno del FAI tornano il 16 e 17 ottobre: tanti luoghi visitabili in Campania

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I Giovani del FAI, con il supporto di tutte le Delegazioni, i Gruppi FAI e i Gruppi FAI Ponte tra culture, propongono per sabato 16 e domenica 17 ottobre la decima edizione delle Giornate d’Autunno con visite in 600 luoghi solitamente inaccessibili o poco noti in 300 città d’Italia tra cui 42 luoghi del Ministero della Difesa, dello Stato Maggiore della Difesa e delle Forze Armate, aperti in occasione del centenario del Milite Ignoto.

Torna la grande festa delle Giornate FAI, la più importante manifestazione di piazza dedicata al nostro patrimonio artistico e culturale. Con energia, coraggio, voglia di fare, di migliorare e migliorarsi, di condividere e soprattutto con una passione travolgente per il nostro Paese, oltre 5.000 tra delegati e volontari FAI sono pronti a far innamorare tutti gli italiani dell’Italia. L’opportunità, ogni anno nuova e diversa, per accostarsi a un patrimonio smisurato e policromo, raccontato per l’occasione con l’entusiasmo contagioso di tutti i giovani che sposano la missione culturale del FAI: diffondere e coltivare la consapevolezza che l’Italia custodisce tesori inestimabili, fondamento dell’orgoglio che ogni cittadino prova davanti all’eccezionale bellezza del Paese e solida base su cui costruire la prosperità del futuro. Le Giornate FAI sono, dunque, un incontro sentimentale, un abbraccio collettivo tra i visitatori e l’ambiente che li circonda, prodigo di natura, arte e storia. In una parola: cultura.

Il catalogo dei luoghi visitabili è, come di consueto, amplissimo così come tantissime sono le tipologie rappresentate: dai complessi religiosi ai palazzi, dai castelli alle aree archeologiche, dai piccoli musei ai parchi e giardini storici, e ancora borghi, aree naturalistiche, luoghi produttivi e molto altro. Inoltre, in occasione del centenario della traslazione della salma del Milite Ignoto, il Ministero della Difesa, lo Stato Maggiore della Difesa e le Forze Armate concederanno l’accesso straordinario in 42 loro luoghi-simbolo di significativa importanza storica e istituzionale.

 

 

Tutti i visitatori potranno sostenere il FAI. È infatti suggerito un contributo non obbligatorio di 3 euro. La donazione online consentirà, a chi lo volesse, di prenotare la propria visita, assicurandosi così l’ingresso nei luoghi aperti dal momento che, per rispettare la sicurezza di tutti, i posti saranno limitati. Chi lo vorrà potrà anche iscriversi al FAI online oppure nelle diverse piazze d’Italia durante l’evento. Agli iscritti saranno dedicate aperture speciali. Prenotazione online consigliata (salvo diverse indicazioni segnalate sul sito) su www.giornatefai.it; i posti sono limitati. N.B. il programma potrebbe subire variazioni. La realizzazione dell’evento nelle singole Regioni dipenderà dal loro colore nella settimana dell’11 ottobre.

Le Giornate FAI d’Autunno si inquadrano nell’ambito delle iniziative di raccolta pubblica di fondi occasionale (Art 143, c 3, lett a), DPR 917/86 e art 2, c 2, D Lgs 460/97). A coloro che decideranno di partecipare verrà suggerito uncontributo libero, utile a sostenere la missione di cura e tutela del patrimonio culturale italiano della Fondazione. Gli iscritti al FAI o chi si iscriverà in occasione dell’evento potranno beneficiare di aperture e visite straordinarie in molte città e altre agevolazioni e iniziative speciali.

Le visite si svolgeranno nel pieno rispetto delle normative anti Covid-19. In base alle disposizioni del D.L. 105 23/07/2021, l’accesso sarà possibile solo alle persone in possesso della certificazione verde Covid-19 (Green Pass). La certificazione verde è richiesta anche per l’ingresso ai luoghi di carattere naturalistico. Per i bambini al di sotto dei 12 anni il Green Pass non è obbligatorio.

Le Giornate FAI d’Autunno 2021 sono rese possibili grazie al fondamentale contributo di importanti aziende illuminate:

FinecoBank, una delle più importanti banche FinTech in Europa e fra le principali Reti di consulenza in Italia, è il prestigioso Main Sponsor dell’evento perché da sempre è impegnata nel valorizzare il patrimonio artistico e culturale del territorio.

Multicedi, impresa della grande distribuzione da sempre attenta ai territori in cui opera, per il primo anno è accanto alla Fondazione in qualità di Sponsor dell’evento.

Grazie inoltre a Fondazione Leonardo-Civiltà delle Macchine, costituita da Leonardo nel 2018, che nasce per favorire il dialogo con la società civile, promuovere la cultura industriale e d’impresa e valorizzare il proprio patrimonio culturale e museale; a Edison, storica azienda amica del FAI da sempre impegnata per la salvaguardia dei luoghi e delle realtà di interesse culturale, turistico e sociale presenti nel nostro Paese e a Ferrarelle, acqua ufficiale del FAI, che ha donato il suo prodotto per l’iniziativa.

L’evento si svolge con il Patrocinio della Commissione europea, del Ministero della Cultura, di Regione Campania, di tutte le Regioni e le Province Autonome italiane. Si ringrazia per la collaborazione il Ministero della Difesa, lo Stato Maggiore della Difesa e le Forze Armate che, in occasione del centenario della traslazione della salma del Milite Ignoto, concedono l’apertura, durante le Giornate FAI d’Autunno, di alcuni loro luoghi simbolo.

Si ringrazia Regione Campania per il contributo concesso.

Le Giornate FAI d’Autunno chiudono la Settimana Rai di Sensibilizzazione dedicata ai beni culturali in collaborazione con il FAI. Dall’11 al 17 ottobre la Rai racconterà luoghi e storie che testimoniano la varietà, la bellezza e l’unicità del nostro Paese: una maratona televisiva e radiofonica a sostegno del FAI, per emozionare e coinvolgere sempre più italiani sul valore del nostro straordinario patrimonio artistico e paesaggistico e per promuoverne la partecipazione attiva.  Rai è Main Media Partner del FAI e supporta in particolare le Giornate FAI d’Autunno 2021 anche attraverso la collaborazione di Rai per il Sociale.

 

Grazie di cuore alle 130 Delegazioni, 106 Gruppi FAI, 98 Gruppi FAI Giovani e 9 Gruppi FAI Ponte tra culture, attivi in tutta Italia. Ad affiancare i volontari ci saranno gli Apprendisti Ciceroni, studenti che desiderano attuare con i propri docenti un’esperienza sul campo come percorso formativo per le competenze trasversali e l’orientamento, o che hanno scelto autonomamente di mettersi in gioco in prima persona per raccontare da protagonisti, anche solo per un giorno, le meraviglie del proprio territorio.

Un ringraziamento particolare per il generoso sostegno alla buona riuscita della manifestazione alla Protezione Civile, con la quale quest’anno festeggiamo i 15 anni di stretta collaborazione, all’Arma dei Carabinieri per il contributo alla sicurezza dell’evento e alla Croce Rossa Italiana per il prezioso supporto in questo periodo di emergenza sanitaria e per una partnership ormai consolidata negli anni.

Ringraziamo infine in modo speciale i proprietari delle centinaia di luoghi aperti in aggiunta ai nostri Beni e le amministrazioni comunali che hanno accolto questa iniziativa.

FAI Ufficio Comunicazione Stampa e Web – Francesca Decaroli tel. 338.1229565; [email protected]

FAI Ufficio Comunicazione Tv e Radio – Novella Mirri tel. 334.6516702; [email protected]

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Selezione di aperture e itinerari in CAMPANIA

NAPOLI

Scuola Militare Nunziatella ATTENZIONE: POSTI DISPONIBILI ESAURITI

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La Scuola Militare Nunziatella è nata nel 1787 per iniziativa di re Ferdinando IV di Borbone, che istituì la Real Accademia Militare con l’intento di creare un’istituzione innovativa, capace di curare la formazione culturale, fisica e caratteriale degli ufficiali. Il nuovo istituto trovò sede nell’ex noviziato dei Gesuiti – detto della Nunziatella dall’annessa chiesa dedicata all’”Annunziata” – costruito nel 1587 sulla collina di Pizzofalcone e successivamente soggetto alle soppressioni decise dal Ministro Tanucci. L’attività di addestramento proposta oggi nella Scuola conferisce a tutti gli allievi una formazione militare di base. La visita in occasione delle Giornate FAI prevede un percorso all’interno del complesso, solitamente non accessibile al pubblico, durante il quale se ne racconterà la storia. Tra le tappe, il Monumento dedicato ai Caduti in guerra, le sale dove si trovano gli oggetti donati dagli ex allievi, il corridoio dei trofei e il Museo Duca d’Aosta, che raccoglie decorazioni, armi, bandiere, cimeli e oggetti appartenuti a Emanuele Filiberto di Savoia-Aosta, padre dell’allievo Amedeo di Savoia-Aosta e figura di spicco della Prima Guerra Mondiale. Si potrà poi ammirare la Chiesa, rifatta a inizio Settecento dal grande architetto barocco Ferdinando Sanfelice e utilizzata come cappella della Scuola, con affreschi di Francesco De Mura, mentre la balaustra e l’altare maggiore sono opera di Giuseppe Sanmartino. Si salirà infine ai piani superiori dove, nella Sala dei Ritrovamenti, verranno mostrati reperti archeologici e opere d’arte.

Palazzo Serra di Cassano

Ingresso riservato agli iscritti FAI. Visite sabato 16 ottobre, dalle ore 9.30 alle 14

Il Palazzo dei duchi Serra di Cassano si erge sulla collina di Pizzofalcone, che alla fine dell’VIII secolo ospitò il primo agglomerato urbano di Parthenope, poi Napoli. Prende il nome dalla nobile famiglia napoletana che volle la sua edificazione, avvenuta nella prima metà del XVIII secolo a opera di Ferdinando Sanfelice, uno degli architetti più creativi del Settecento e famoso per i suoi scaloni monumentali, tra cui quello progettato per questo edificio, a doppia rampa e un corpo solo, con un affascinante contrasto tra piperno e marmi bianchi. Gli interni sono decorati con stucchi rococò, mobili neoclassici e numerosi affreschi e pitture di pregio. Parte degli ambienti è oggi occupata dall’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, fondato nel 1975 e dalla relativa biblioteca, luogo frequentato anche dal Presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano, che abitava lì vicino. Il percorso proposto dal FAI partirà dalla sala ottagonale dove un tempo erano le botteghe e le stalle, per proseguire sullo scalone monumentale e nelle sale dell’Istituto. Si arriverà poi nel cortile con il pozzo che porta nell’antica cisterna e nelle sale dell’ex falegnameria di corte, in cui si trova un piccolo museo della Seconda Guerra Mondiale (con i reperti ritrovati durante gli scavi nel sottosuolo del palazzo e nel sottostante rifugio antiaereo) e dove sarà esposta una mostra dedicata al “Gran Ballo” organizzato dai duchi Serra in occasione delle regate veliche dei Giochi della XVII Olimpiade (Roma 1960), a cui parteciparono le più alte sfere del jet set internazionale.

A Napoli sarà visitabile anche il Museo della Moda – Fondazione Mondragone.

 

OTTAVIANO (NA)

Castello mediceo

Visite sabato 16 e domenica 17 ottobre, dalle ore 9 alle 17.30

 

Costruito in epoca longobarda nella parte alta di Ottaviano come difesa militare, il castello assunse un ruolo primario dalla fine dell’XI secolo e nel 1304 fu distrutto da Carlo D’Angiò. Nel 1567 fu acquistato da Bernardetto de’ Medici di Toscana, che lo trasformò in una residenza signorile. Per volontà dei Medici la facciata nord fu ingentilita dagli allievi del Sanfelice e del Vecchione, mentre decorazioni in stucco ornarono il fronte principale per dare risalto al portale su cui troneggiava lo stemma mediceo e le stanze vennero decorate con affreschi del Mozzillo e pavimenti in maiolica. Successivamente il palazzo entrò in possesso della famiglia principesca dei Lancellotti di Lauro. Donna Maria Capece Minutolo, vedova Lancellotti, nel 1980 vendette a una società immobiliare riconducibile a Raffaele Cutolo, capo storico della Nuova Camorra Organizzata. Nel 1991 il palazzo venne confiscato e consegnato al Comune di Ottaviano nel 1995, diventando un simbolo della legalità ritrovata, della cultura restituita al bene pubblico. Dal 2003 è sede dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, uno scrigno di biodiversità di 8.482 ettari che comprende il territorio di 13 Comuni e può vantare la compresenza di aspetti naturalistici, geologici, vulcanologi e archeologici di eccezionale importanza storica e ambientale. La visita proposta in occasione delle Giornate FAI d’Autunno ripercorrerà la storia del palazzo, tra stanze affrescate, eleganti cortili e le ricchezze naturali tipiche del territorio; un geologo racconterà l’ambiente del Vesuvio e sarà presente anche lo staff di “Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”, che descriverà la propria attività.

 

CAPRI (NA)

Villa Lo Studio

Visite sabato 16 e domenica 17 ottobre, dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 alle 17

Villa Lo Studio è una delle case storiche più importanti dell’isola. È stata costruita nei primi anni Venti per l’artista americana Mabel Norman (1876-1949), sposata con il medico Giorgio Cerio e che qui era solita trascorrere le estati. Il nome della villa si riferisce al grande studio che costituisce ancora oggi il cuore della casa. Dopo la morte della Norman il fratello minore del marito, Edwin Cerio, ingegnere, scrittore, naturalista e architetto, che aveva progettato la villa, si trasferì nella dimora, dove visse fino alla morte nel 1960. Intellettuale raffinato ed eclettico, ma anche antesignano della tutela del paesaggio, dal 1920 al 1923 fu sindaco di Capri e come tale si batté per la tutela del paesaggio e delle tipiche case in “stile caprese”, costruite con metodi tradizionali, lottando contro l’espansione dell’edilizia speculativa. Cerio voleva che Capri non fosse soltanto un’isola di villeggiatura, ma prima di tutto un luogo di incontro culturale, un “Piccolo teatro mondiale nel Mediterraneo”, come recita il titolo di un suo libro pubblicato nel 1954. Negli anni Cinquanta, nella villa hanno soggiornato scrittori di fama internazionale come Pablo Neruda, Simone de Beauvoir e Jean-Paul Sartre. L’edificio, perfettamente inserito nel paesaggio caprese e oggi di proprietà di un discendente di Giorgio Cerio, sarà eccezionalmente aperto per le Giornate FAI e se ne potranno apprezzare la bellezza e le singolarità, come il tetto costruito con la cosiddetta tecnica del lastrico battuto, costituito da lapillo vulcanico e latte di calce.

SORRENTO (NA)

MUTA – Museo Bottega della Tarsia Lignea

Visite sabato 16, dalle ore 10 alle 15, e domenica 17 ottobre, dalle ore 10 alle 18

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Situato nel centro storico di Sorrento, il MUTA è ospitato nel settecentesco palazzo appartenuto al barone Achille Pomarici Santomasi. Fautore della sua nascita, avvenuta nel 1999, è l’architetto Alessandro Fiorentino che ha voluto dare vita a una struttura polifunzionale finalizzata alla valorizzazione del lavoro a intarsio, una delle manifestazioni artistiche più importanti della città che, oltre ad avere un passato da custodire e documentare, è ancora oggi una realtà produttiva molto presente sul territorio, da promuovere anche attraverso un processo di riqualificazione della formazione professionale. Non solo un museo, dunque, ma anche un laboratorio-bottega che, partendo dalle radici storiche, crea un nuovo artigianato artistico attraverso l’attualizzazione del design e delle fasi di lavorazione. L’intarsio ligneo inizia a diffondersi in Italia nel corso del XIV secolo conseguendo piena maturità in epoca rinascimentale e a Sorrento raggiunge l’apice del suo splendore agli inizi del XIX secolo. Il Museo racconta accuratamente questa eccellenza campana grazie a una ricca collezione formata da mobili, oggetti, attrezzi, quadri, stampe, foto e documenti dal Quattrocento all’Ottocento, cui si aggiunge la moderna Alessandro Fiorentino Collection che raccoglie oggetti intarsiati ed elementi d’arredo contemporanei, tra cui alcuni realizzati dallo stesso Fiorentino. Le visite proposte dal FAI permetteranno di ripercorrere la storia di Sorrento, attraverso la ricostruzione del costume locale e degli eventi che la caratterizzarono durante il Grand Tour, e si concluderanno con una breve dimostrazione in laboratorio sull’intarsio.

A Sorrento sarà anche visitabile il Grand Hotel Excelsior Vittoria.

MARIGLIANO (NA)

Castello Ducale

Visite sabato 16 e domenica 17 ottobre, dalle ore 9 alle 13 e dalle 15.30 alle 18.30

Il Castello esisteva come fortilizio già nel XII secolo quando al normanno Roberto di Medania, conte di Acerra, fu affidato il feudo di Marigliano. Solo nel XVIII secolo il complesso divenne palazzo gentilizio; assunte le forme e la funzione di residenza nobiliare, l’edificio continuò comunque a conservare molti dei suoi elementi originari: il fossato e il rivellino (oggi coltivati ad arance), le torri, i cunicoli e i passaggi segreti, le feritoie, i ponti sui fossati, i torrioni sono tutte tracce dell’antico fortilizio militare che ancora oggi permangono in diversi luoghi della struttura. La costruzione è immersa in un ampio boschetto, realizzato nella seconda metà del XVIII secolo per volere del duca Mario Mastrilli. Nel 1935 il Castello venne acquistato dalla Provincia napoletana delle Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli ed è tuttora abitato dalle suore vincenziane. In occasione delle Giornate FAI d’Autunno sarà possibile visitarlo in via eccezionale (luogo di proprietà privata e solitamente non accessibile al pubblico) e si potrà ammirare il bel giardino con il laghetto artificiale, delimitato su uno dei lati da un caratteristico portico settecentesco di stile goticheggiante.

Convento di San Vito dei Frati Minori

Visite sabato 16, dalle ore 15.30 alle 18.30, e domenica 17 ottobre, dalle ore 8.30 alle 18.30

Il complesso conventuale di San Vito fu costruito nel 1497 e fu donato nel 1499 ai Frati Minori Osservanti. La Chiesa di San Vito era conosciuta sin dall’antichità per la presenza del sepolcro del Martire e dal 2019 è elevata a “Santuario diocesano della Madonna della Speranza”. L’abside, dominata da un bel crocifisso del XVII secolo, rispecchia il modello cinquecentesco con il coro ligneo e la mensa centrale. Sopra l’ingresso vi è il coro, costruito nella seconda metà del 1600, chiuso da un’elegante balaustra barocca con fregi in oro. Colpisce il visitatore, sin dall’ingresso, la preziosa immagine della Madonna della Speranza, posta alla sinistra dell’altare maggiore, che dal 1819 attira numerosi pellegrini. L’angolo più suggestivo di tutto il complesso è il chiostro, con il suo pozzo ottagonale in pietra lavica, eretto nel 1497. Su una forma rettangolare si aprono quattro e tre arcate a tutto sesto rette da agili e semplici colonne marmoree con capitelli dorici. All’interno del complesso, che nel 2018 ha raggiunto con 17.626 voti il 20° posto nella classifica nazionale del nono censimento “I Luoghi del Cuore” promosso da FAI e Intesa Sanpaolo, di grande suggestione è anche il Giardino della Pace, con i viali tra gli ulivi e la Via Crucis in maioliche. Il percorso di visita proposto in occasione delle Giornate FAI d’Autunno comprende la Chiesa con le tre navate e la serie di nove altari laterali, il chiostro – per il cui restauro FAI e Intesa Sanpaolo hanno assegnato un contributo di 24.000 euro nell’ambito de “I Luoghi del Cuore” – e il Museo “P. Michelangelo Longo”.

POZZUOLI (NA)

Accademia Aeronautica

Visite sabato 16 e domenica 17 ottobre, dalle ore 9 alle 15

Prenotazione obbligatoria. Ingresso consentito previa esibizione di un documento di identità in corso di validità.

L’Accademia Aeronautica sorge sulla collina a oriente della città, nota come monte Olibano. Dopo la costituzione della Regia Aeronautica come forza armata autonoma e indipendente il 28 marzo 1923, il 5 novembre dello stesso anno fu costituita l’Accademia Aeronautica, che per tre anni ebbe sede nell’Accademia Navale di Livorno. Nel 1925 all’Accademia fu destinata una sede autonoma, la Reggia di Caserta, dove rimase fino al 1943. Dopo altri trasferimenti, nel novembre 1945 l’Accademia fu spostata a Nisida, dove rimase fino al 1961, quando venne trasferita nella sede attuale, in uno straordinario sito che domina la baia di Pozzuoli. Alla base della sua edificazione vi è la proposta progettuale del prof. Pasquale Amodio che volle realizzare un campus immerso nel paesaggio, decoroso nelle forme e negli spazi, ben isolato dal contesto e dotato di ogni comfort e distribuì in modo omogeneo gli edifici e i volumi giocando su alternanze e simmetrie. L’Accademia, eccezionalmente visitabile durante le Giornate FAI, comprende strutture di grande interesse e bellezza. Il settore didattico è costituito da una costruzione composta da un corpo cilindrico centrale e da due edifici laterali a tre piani, in cui si trovano la sala di simulazione voli e la sala motori. Gli istituti scientifici, il comando e la residenza allievi sono collegati tra loro da ampi corridoi sotterranei, a metà dei quali sorge la Chiesa dedicata alla Madonna di Loreto, che ospita un pregevole altare costituito da blocchi di pietra lavica e uno tra i più grandi lavori in mosaico intarsiato di madreperla, realizzato nei laboratori Ascione di Torre del Greco. Dalla residenza Ufficiali permanenti si può invece ammirare uno splendido panorama che si estende da Capo Posillipo fino a Capri, Procida e Ischia.

 

PERSANO, FRAZ. DI SERRE (SA)

La Real Casina di Caccia dei Borbone, un connubio eccezionale di architettura e paesaggio

Visite: sabato 16 e domenica 17, dalle ore 9.30 alle 19

Prenotazione obbligatoria. Ingresso consentito previa esibizione di un documento di identità in corso di validità.

Il sito, protetto dall’alta cornice dei monti Alburni e con il fiume Sele che si fa largo tra le colline, era caratterizzato da un fitto bosco ricco di selvaggina ed era particolarmente amato da Carlo III di Borbone, appassionato di caccia. La delizia del luogo è stata ben rappresentata dal paesista Philipp Hackert nella Veduta di Persano del 1789. Il bosco era di proprietà di Gerardo De Rossi, conte di Caiazzo e duca di Serre e nel 1758 fu acquistato dal re Carlo III. La tenuta di Persano, uno dei cosiddetti “Siti Reali”, associava alla caccia attività di allevamento del bestiame: bufale, vaccine, capre e cavalli. Il re pianificò il miglioramento della razza equina, con l’acquisto di capi mediorientali e andalusi, dando origine alla “Real Razza di Persano”, una selezione formata da cavalli da sella con particolare attitudine alla caccia, i cui ultimi esemplari sono stati trasferiti nel 1954 al Posto raccolta quadrupedi di Grosseto, anch’esso tra le aperture delle Giornate FAI d’Autunno. Carlo III inizialmente soggiornava nel Casino del Duca, edificio rustico sito su una leggera altura a valle del bosco, ma nel 1752 ne commissionò a un ingegnere militare spagnolo la sostituzione con un nuovo palazzo, su cui nel 1753 intervenne Luigi Vanvitelli. Dei fasti reali di un tempo oggi è rimasta solo la Casina, di proprietà del demanio militare, e una parte di bosco, oggi sede del Reparto Supporto Logistico della Brigata Garibaldi dell’Esercito italiano. Durante le Giornate FAI si racconterà lo splendido connubio tra la ricchezza floro-faunistica dell’area di Persano e la progettazione architettonica e paesaggistica del sito borbonico, solitamente non visitabile. Della Casina, complesso a pianta quadrata con un cortile interno segnato agli angoli da quattro torrette, si vedranno lo scalone decorato con stucchi, il cortile e la cappella, mentre l’architetto paesaggista Enrico Auletta parlerà dell’aspetto ambientale del bosco, uno dei rari boschi di pianura rimasti nell’Italia meridionale, in cui prevale una vegetazione legata all’ambiente fluviale integro. Previsti anche due eventi: un ballo storico nel cortile e un concerto.

 

SANT’ANGELO DEI LOMBARDI (AV)

Abbazia del Goleto

Visite sabato 16 e domenica 17 ottobre, dalle ore 10 alle 18.30

L’Abbazia di San Guglielmo al Goleto è una delle più importanti opere architettoniche del Mezzogiorno ed è situata alle sorgenti dell’Ofanto. Il complesso monastico sorse a partire dal 1133 a opera di Guglielmo da Vercelli ed era destinato a ospitare una comunità mista di monache e monaci, dove l’autorità suprema era rappresentata dalla Badessa: un rarissimo caso di monastero doppio, abitato cioè da una comunità monacale maschile e da una femminile. Sotto la guida di celebri abbadesse – Febronia, Marina I e II, Agnese e Scolastica – la comunità crebbe e il monastero si arricchì di terreni e di opere d’arte. A loro si deve la costruzione di alcuni dei monumenti più significativi del complesso: la torre Febronia, capolavoro di arte romanica e fatta edificare a scopo difensivo, e la Cappella di San Luca, gioiello dell’Abbazia, edificata nel 1255 per accogliere una reliquia del Santo. Il periodo d’oro della comunità monastica abbracciò circa due secoli, poi dal 1348, anno della peste nera, vi fu una lenta decadenza. Morta nel 1515 l’ultima abbadessa, il monastero fu unito a quello di Montevergine e questo ne segnò la ripresa che culminò, verso la metà del XVIII secolo, con il restauro del complesso e la costruzione della chiesa grande, opera di Domenico Antonio Vaccaro. Dal 1807, anno in cui Giuseppe Bonaparte soppresse l’Abbazia, fino al 1973 il monastero restò in stato di abbandono. Nel 1973 si stabilì tra i ruderi  Padre Lucio Maria De Marino, un monaco benedettino che riportò l’attenzione sul luogo; con lui ebbero inizio i primi lavori di restauro che pian piano permisero il recupero funzionale del complesso monastico, restituendolo a nuova vita. Durante le Giornate FAI i visitatori saranno accompagnati in un percorso alla scoperta di 900 anni di storia.

A Sant’Angelo dei Lombardi saranno visitabili, inoltre, il Castello e Museo Storico e il Parco della Memoria – Rovine di Santa Maria delle Grazie.

SAN MARCO DEI CAVOTI (BN)

Centro storico

Visite sabato 16 e domenica 17 ottobre, dalle ore 10 alle 17

San Marco dei Cavoti è un delizioso borgo a metri 697 sul livello del mare, in provincia di Benevento. La sua parte antica si presenta come un tipico borgo medievale arroccato sulla collina, caratterizzato da edifici in pietra e torri. Tra i monumenti religiosi, degna di nota è la Chiesa della Madonna del Carmine. L’interno, a una sola navata, ha notevoli altari policromi, un coro ligneo, con buoni intagli nei confessionali e nel pulpito. Fuori del borgo antico si trova la Cappella di San Rocco. Nella contrada Toppo di Santa Barbara sono venute alla luce mura megalitiche di età sannitica, risalenti al IV secolo a.C. Durante le Giornate FAI d’Autunno sarà possibile conoscere il borgo passeggiando nel centro storico, visitare il Museo dell’Orologio e il MODERN (Museo Osservatorio Didattico Espositivo e di Ricerca sul Novecento) con l’annesso Museo della Pubblicità, del Packaging e del Commercio, scoprendo angoli naturalistici caratteristici e facendosi tentare dalle golosità dolciarie per cui il borgo è famoso.

In provincia di Benevento, sarà inoltre possibile fare un percorso alla scoperta di un altro borgo medievale, Molinara, dove si potrà anche visitare la Chiesa di Santa Maria dei Greci.

CASERTA
Sacrario ai caduti dell’Aeronautica Militare

Visite sabato 16 e domenica 17 ottobre, dalle ore 10 alle 17

Prenotazione obbligatoria. Ingresso consentito previa esibizione di un documento di identità in corso di validità.

Il Sacrario ai Caduti dell’Aeronautica Militare si trova all’ingresso dei Giardini della Flora, vicino all’entrata del palazzo reale della Reggia di Caserta. All’origine della costruzione della chiesetta, armoniosa costruzione neoclassica di forma circolare, fu la devozione a un’antica immagine della Madonna del Carmelo, che i devoti vollero custodire in un luogo adeguato. La paternità dell’edificio viene attribuita a Carlo Vanvitelli anche se non esistono suoi disegni progettuali. Nel 1817 la cappella era in funzione anche se mancava la sagrestia, che non fu mai realizzata. Dall’iniziale dedica alla Madonna del Carmine, si passò a dedicare l’edificio all’Assunta in Cielo e poi, nel 1836, a Santa Filomena. Nel 1939, l’edificio passò alla competenza della Parrocchia di San Sebastiano, diventando luogo di rara frequentazione religiosa. Nel 1959 l’Associazione Nazionale Famiglie Caduti e Mutilati dell’Aeronautica Militare (ANFCMA) chiese e ottenne l’uso della cappella. Al suo interno, si conservano gli altari originari, due più piccoli e quello centrale più grande; il pavimento è in maiolica disegnato con piccoli triangoli accoppiati di colore azzurro, mentre dal centro della volta pende un bellissimo lampadario di cristallo di gusto Rococò a ventiquattro luci. Il sito, normalmente non fruibile al pubblico, sarà visitabile in via eccezionale in occasione delle Giornate FAI.

 

RIARDO (CE)

Parco delle Sorgenti Ferrarelle ATTENZIONE: POSTI DISPONIBILI ESAURITI

Patrocinato dal FAI dal 2010, il Parco Fonti di Riardo, nel cuore dell’alto casertano, proprio su quella piana generosa e ricca di sali minerali che dà origine alla più famosa acqua effervescente naturale d’Italia, è una vasta area naturale di circa 145 ettari in un contesto paesaggistico e naturalistico pressoché intatto. Nel suo sottosuolo sono custodite le falde acquifere – sette sorgenti – da cui sgorga l’acqua alla base della produzione Ferrarelle e dove si trovano testimonianze di secoli passati, tra le quali i resti della Taverna Saliscendi e, nelle vicinanze, il magnifico centro storico di Riardo, dominato dal grande castello medioevale. Nell’area agricola del fondo Ferrarelle si trova inoltre la Masseria Mozzi, un’antica masseria esempio di dimora rurale dell’entroterra casertano. Un tempo residenza dei monaci, divenne poi dimora di contadini al servizio della famiglia Mozzi, proprietari terrieri, da cui prende il nome. Oggi la Masseria è proprietà di Ferrarelle ed è ritornata allo splendore di una volta, mantenendo intatte le proprie caratteristiche.

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